L’angelo

Mondo

Stavolta l'autrice mi ha fatto una sorpresa: niente satira, L'angelo di Melanie F. è una fiaba mistica che lascia un senso di tenera amarezza, una nostalgia

Dixi, Dixi…di questa ragazza ti invaghisci dalle prime righe, per la freschezza della sua follia, mentre corre nel mondo rubando a man salva con Brian lo zingaro, splendido dèmone e malandrino sfrontato,  esposta al suo capriccio e a quello dei suoi loschi amici. Brian, l’elegante picaro moderno, l’infedele, lo spergiuro che tutto pretende e nulla dà, che la tradisce con Uma (altra sua vittima dolente), che la prende e la lascia, esigendo che nasconda le lacrime.

Dixi oscilla fra lui e Richard, diciamo un po’ meno inquietante di Brian, ma arido anche lui, idolatra di sé e incapace di interessarsi davvero a lei. Anche Richard non sente mai il bisogno di provare a conoscerla. Per entrambi Dixi è un involucro seducente, da ostentare col mondo. Nessuno dei due saprebbe vedere in lei la piccola mistica che si perde nelle navate delle chiese medievali, che sente lo spirito, che mira all’invisibile. Nessuno dei due ha a cuore un capello di Dixi, ma la vuole come trofeo e conferma del proprio potere.

Anche lo zio Raphael, l’elegante collezionista, l’ambiguo benefattore di questa nipotina bionda, non la vede che come preda e trastullo. O almeno così la vide da piccola, e ora che è grande continua a esercitare su di lei una melliflua autorità. Che lei accetta, sordamente, come l’eco di un’antica sottomissione. Ma c’è un quarto uomo, in silenzio, nell’ombra, che di lei vede ogni pensiero, e vede la sua grazia, sente i suoi dolori: Alan. Ma Alan non è un uomo, è un angelo. E non è visibile. È un angelo innamorato, con scarsi poteri. Può vegliarla, seguirla, sentirla, entrare nei suoi sogni, perfino nei suoi amplessi, desiderare la sua felicità, ma non può rivelare la sua presenza.

Finché la passione di Alan diventa così potente da consentirgli (quasi) di manifestarsi a lei. Ora Dixi sa che qualcuno le sta accanto, che qualcuno la conosce, ed è dalla sua parte. Più che vederlo lo intravede, come un  riflesso, un’ombra di luce e per un prodigio che leggendo ti sembra naturale, a comunicare con lui. Chi si è immedesimato in Dixi si rassicura. Eccola finalmente con un compagno degno della sua nobile follia. Ma i dolori e le colpe sue e altrui che Dixi porta su di sé, sono più forti di ogni possibile redenzione.

Il finale è come un colpo di coltello. Eppure chiudi il libro col senso del miracolo. Questo è il romanzo L’angelo, di Melanie F. (Cairo Editore). Stavolta l’autrice mi ha fatto una grande sorpresa. Ero abituata alla sua satira amara, intelligente esilarante sulla donna bionda che combatte una solitaria e impossibile lotta femminista negli Emirati, in L’Occidentale o La donna perfetta, e mi sono trovata davanti a una fiaba mistica di bellissima scrittura, delicata e profonda, che lascia un senso di tenera amarezza, come una nostalgia.

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