Ma è stupendo!

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È il titolo del libro di Diego Passoni, ma è anche quello che direte dopo averlo letto: un romanzo confessione, un romanzo utopia che vi incanterà con il suo genuino stupore

“Quanto mi piacevano le suore! Ma che dico, le amavo proprio, da bambino sarei rimasto con loro anche la notte. Ho cominciato a frequentarle in fasce, dal momento che i miei genitori mi hanno affidato alle missionarie francescane del Bambin Gesù dalla materna alla quinta elementare”.

Oggi  i giovani studiano da influencer, Diego Passoni studiava da santo. L’ho appreso dal suo libro Ma è stupendo! (Vallardi editore), che ho letto con stupore ed entusiasmo. Per definirlo mi rimetto a Michela Murgia, lei è come Clint Eastwood nei western, non sbaglia mai la mira: Se vuoi essere felice, trova qualcuno che ti veda come Diego Passoni vede la vita, ha scritto sulla fascetta del libro, e in questa frase c’è tutto il romanzo. Romanzo diario, romanzo ricordo, romanzo utopia, confessione, sogno, ma soprattutto Cantico dei cantici di uno che si stupisce sempre,  sa cogliere i segnali oltre ogni evidenza materiale, soffre spesso come un cane, ma in ogni cosa riesce a scoprire la meraviglia.

Diego Passoni, con una lunga carriera nello spettacolo cominciata prestissimo, stella di radio dj in coppia indissolubile con l’ amatissima Pina, si è messo a scrivere tutto quello che gli è successo da quando è nato a oggi. Fin dai tempi dell’asilo ha questo dono, sentire gli altri e se stesso in assoluta pienezza. Sente Dio, che è la sua voglia di trascendenza, di eroismo, di essere e di capire, di agire, di dare un senso di bellezza all’ambiguo dono che è la vita. I compagni sentono come diverso da loro questo ragazzo che legge sempre, che vive nella letteratura più che nel presente, e l’essere il primo della classe non lo rende certo più simpatico. Parlando della professoressa di lettere: A volte, dopo avere interrogato un paio di compagni e averli trovati impreparati, sbuffava teatralmente “In questa classe troppe zavorre ci impediscono di spiccare il volo”- E rivolgendosi solo a me: Passoni, pensaci tu: facci volare in alto!”. No, non ero destinato a farmi degli amici.

Diego non si risparmia il dolore, né la difficoltà della scelta. È figlio unico, i suoi hanno dei progetti di carriera su di lui, e un giorno si sentono dire, esterrefatti, che Diego ha scelto Dio. E la madre, dopo aver tanto pregato che suo figlio fosse un buon credente, dice Madonnina cara, ti ringrazio per avere  esaudito i miei desideri. Però adesso anche basta!  Il giovane Diego va in un convento lontano, sui monti, in  Francia, si espone al digiuno. al freddo. alle privazioni. allo studio matto e disperatissimo dei testi sacri, alle estenuanti preghiere notturne, sostenuto dalla sincerità della sua vocazione. Ma poi l’ostacolo imprevisto (in aramaico, scandalo significa inciampo): dopo esserselo negato, e avere travestito il suo sentimento in mille modi, si accorge di essersi innamorato di un suo compagno. In un solo momento capisce di non essere nato per la vita monastica, e di essere gay. Un’altra strada. Un’altra vita.

Una volta finiti in un altrove sconosciuto non siamo in grado di decifrarne l’idioma, e io dovevo di nuovo  imparare a esprimermi, a partire dall’alfabeto. Avevo bisogno di incontrare altri come me, ma non sapevo dove andare né a chi chiedere. Ingenuità angosciosa (e tenerissima, adorabile), tempi duri, estenuante mosca cieca, e insieme, capire e sviluppare i propri talenti. I miracoli succedono solo a chi se li aspetta, e Diego non aspetta altro. Com’è difficile raccontare la semplicità di questo libro, la sua innocenza colombina, la sua profondità. Più facile leggerlo, lasciarsi andare al racconto di una vita difficile e bella, vissuta a braccia aperte, pronta a qualsiasi sacrificio, alla disciplina, al salto nel vuoto. Dopo averlo letto andavo leggera, vedevo con gli occhi limpidi dell’autore, sentivo la sua grazia infantile, la sua verità, la sua purezza, la sua gioia.

P.S. Odio gli ottimisti, di solito sono dei negazionisti, che hanno paura della loro paura. Diego Passoni non nega nulla. Ma se passa la felicità la sa riconoscere, e vi si accompagna. 

 

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