Miss Italia

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Questo weekend ritorna Miss italia, l'ultima vera festa paesana, l'illusione, il sogno di essere la più bella. Con una madrina d'eccezione: Gina Lollobrigida

 

Sento alla radio che Dacia Maraini ha definito qualcosa un evento obbrobrioso, ma ho perso l’inizio, e non so cosa. La scrittrice non è una che dice le battute per scatenare i social, è tra gli ultimi che abbiano sempre mantenuto un altissimo senso morale. Se dice qualcosa le credo. Autorevole, saggia, ha  lottato tutta la vita con coraggio, condotto e vinto importanti  battaglie che hanno cambiato le leggi a favore delle  donne. Se dice obbrobrioso  deve esserlo. Mi chiedo che è successo, quale nuovo sfregio al sesso femminile, quale sopruso, quale  pericolo ci minaccia? Stanno per approvare una legge simil- Pillon, che ci vuole di nuovo schiave? Hanno diminuito la pena a un altro assassino di donne? Ci hanno abbassato ancora di più i salari rispetto a quelli dei maschi?

No, si trattava del concorso di Miss Italia. Mi sono rasserenata. “Sparare su Miss Italia è come sparare sul salotto di nonna Speranza. Miss Italia è una poesia del Gozzano, fa parte di un’Italia più civile,  più povera e ingenua, che da giovane non capivo (politicizzati o figli dei fiori, rifiutavamo Miss Italia con sdegno)- ma che davanti alla bruttezza d’oggi è un piccolo santuario, l’ultima festa paesana”.

Per me è un ricordo attraverso un vetro, quando i ragazzi aspettavano il concorso per poter vedere sui giornali le foto a tutta pagina delle ragazze in costume da bagno- intero, una specie di armatura che le proteggeva tutte. Per me Miss Italia è l’innocenza, la tenerezza, la speranza d’essere la più bella, e dietro c’era il sogno del cinema, e molte lo realizzarono, alcune vincendo, altre solo partecipando (Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Lucia Bosè, Elsa Martinelli, Silvana Mangano…). Lottiamo per i nostri diritti, ma non ci togliete il gioco!

Non trovo scandaloso sfilare in costume, si chiama “gara di bellezza”, e già il nome è surreale, potrebbe averlo inventato Lewis Carroll. C’è qualcosa di fiabesco e domestico in Miss Italia, quest’anno poi in giuria c’era anche la Fata Turchina, Gina Lollobrigida (è quella che vedete nella foto che la ritrae nel 1947 al concorso di Miss Italia). Che a suo tempo sfilò e vinse il titolo, quando era vivo il ricordo della fame patita in guerra e la bellezza si incarnava nell’abbondanza, nella donna-anfora dalle rotondità generose.

Dopo il Metoo il femminismo (almeno quello mediatico) inclina a un puritanesimo che non ci somiglia, che non ci giova. Io non lo so bene cos’è il femminismo, non sono mai stata una militante, però so cosa vorrei che fosse: apertura, non censura.  Non ci censuriamo da sole.

Non è dignitoso sfilare in costume per fare a chi è la più bella? Ma lo fanno tutti i giorni nei reality, sui social, e quello sì che è brutto, disanimato, pornografico, commerciale- ed è orribile che sia diventato un mestiere – ci si spoglia per vendere un prodotto, ci si fa merce direttamente e con orgoglio.  Miss Italia è l’ultimo artigianato dell’esibizione, l’ultima bottega color cannella, l’ultima giostra di legno.

ll gioco è un diritto della donna, e attiene al libero arbitrio. Lasciateci giocare con i diademi se ci aggrada, non ci toccate questo  santino dell’Italia che fu , e che ancora è, questa cara foto in bianco e nero, come quelle che si attaccavano dietro i vetri della credenza. E sono grata a Patrizia Mirigliani che si è battuta perché il concorso continuasse a vivere, e non andasse disperso  il lavoro di suo padre Enzo, il giocattolaio che fondò il gioco.

P.S.

Se ne parla molto meno, anzi quasi affatto, ma esistono anche concorsi di bellezza per  maschi.  Anni fa sono stata giurato  de Il maschio più bello. Un’esperienza toccante. Si presentavano dei belli, ma anche dei brutti mai visti. Era un’agenzia di collocamento, la maggior parte veniva a cercare lavoro. Mi ricordo uno  bassissimo ma con un gran naso, che arrivò sul palco e invece di fare la passerella spiccò un salto mortale prodigioso: era un acrobata, e voleva farsi conoscere. Un drammatico momento di grazia. La par condicio è salva.

Confidenze