Orfani di Montalbano

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Stasera niente Montalbano, e io mi sento già orfana di un personaggio che è un modello perduto per tutti noi. E proprio per questo piace

Questo lunedì non sarà trasmesso il Commissario Montalbano. Ed eccomi orfana di Zingaretti. Con tutta l’ammirazione per i bei libri di Camilleri e per la bella serie tv, quello che ci inchioda davanti allo schermo è lui, Luca Zingaretti. E’ lui che vogliamo vedere, lui che è diventato di famiglia. Il suo pubblico non è riconducibile a una categoria, lo guarda gente di ogni età e tipo. Ma perché ci piace tanto? Rispondo per me: la sua immagine è quella di un uomo italiano che non c’è più. Anche il suo corpo viene dal passato.

Fra i palestrati dal torace scultoreo e depilato alti un metro e novanta, che mostrano la tartaruga degli addominali e vestono dai grandi stilisti, Zingaretti-Montalbano è un modello fuori tempo, fuori moda. Di quando gli uomini avevano ancora un po’ di pelo sul petto, e non andavano dall’estetista. Dà un senso di sicurezza, e come di famiglia, vedere questo affascinante uomo basso con le gambe arcuate e la testa pelata (che però addosso a lui fa figura), e quando sorride diventa più bello di Marlon Brando.

Montalbano-Zingaretti è un modello perduto non solo per il fisico, ma anche per quanto riguarda l’anima. Ha la preziosa, la desueta qualità- è onesto, e quindi umile, riconosce i suoi sbagli, e ne fa tanti, anche nella vita. Non è una maschera, è una persona tormentata, che alla fine, come tutti, non si raccapezza della follia umana a partire dalla propria. Ed ha il fascino che più ci innamora in un uomo: il pudore (parola derisa e maltrattata, che contiene in sé ogni civiltà e tenerezza). Montalbano è buono (altra parola fuorilegge), cioè forte. Divertente. Sincero.  Davanti alla fiction, con tutte le durezze del genere poliziesco, ci di-vertiamo, ovvero cambiamo rotta, compiamo il più antico atto magico, ci dimentichiamo di noi facendoci raccontare una storia.

Montalbano è un eroe solitario e insieme collegiale. Montalbano è Montalbano anche perché intorno ha i suoi uomini e donne, parte di lui nel bene e nel male- Anche loro umanissimi nei loro peccati, insufficienze, guai….Montalbano non sarebbe Montalbano senza l’adorabile Mimì Augello (Cesare Bocci),  il provvidenziale Peppino Mazzotta (Giuseppe Fazio), e Angelo col suo lessico esilarante (Agatino Catarella), la tenebrosa e solare Antonia Liskova, figure essenziali di un mondo immaginario, reale nelle passioni. Il mondo di Montalbano.

Guardando Zingaretti- Montalbano ti dimentichi che è un grande attore e che ha interpretato le figure di Perlasca, Mussolini, Borsellino, diretto da registi come Montaldo, Risi, Faenza, Luchetti, Giordana, Avati, Martone, Tognazzi, Orfini- che è lui stesso regista di cinema e di teatro- in quel momento è solo un commissario di provincia eroicamente testardo, un don Chisciotte siciliano che vince anche quando perde.

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