Terremoto in Nepal e idiozie animaliste

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Il terremoto in Nepal ha sconvolto il mondo. Ma non l'animalista Antonietta Meta che fa vergognare chi come me si batte per i diritti degli animali da anni

Mi auguro che, giustamente sconvolte dal disastroso terremoto in Nepal (al momento in cui scrivo si temono circa 10.000 morti e 1.400.000 persone a rischio), vi sia sfuggita un aberrante commento di una nostra connazionale (che vergogna!).

La sedicente libera professionista, animalista e vegana Antonietta Meta, seguita su Twitter da ben 3.000 persone, appena giunta la notizia, ha lanciato nel web questo suo fondamentale pensiero: “Il terremoto in Nepal? È la giusta punizione per un popolo che fa strage di animali per motivi religiosi. Spero in una scossa più forte”.

Naturalmente la furbetta ha scatenato reazioni e discussioni, giudizi e segnalazioni nei blog dei quotidiani più famosi, raggiungendo il suo quarto d’ora di visibilità (quasi) internazionale.

Nei vari articoli a riguardo è già stato detto di tutto e di più, quindi non vi annoierò sulle prevedibili ovazioni di sdegno, gli insulti, le maledizioni ma anche i consensi (pochi) alla scatenata Meta. Quello che tengo invece a dire personalmente e pubblicamente, da animalista convinta e attiva, è che in questo caso mi dissocio dal definirmi tale non tanto perché mi colpisce il fatto che un pensiero così avvilente sia formulabile da un cervello umano, quanto perché una volta di più ho la conferma di come l’estremismo, l’esagerazione e la provocazione forzata diventino alla fine soltanto stupidità.

Casi come questo, riescono a cancellare di colpo anni di battaglie per i diritti degli animali e a infangare il lavoro di chi, come dovrebbe essere, unisce lo spirito ecologico a quello pacifista e rispettoso delle culture altrui.

Mi piacerebbe ricordare a questa esaltata che al Nepal non serve un altro terremoto perché il Nepal non esiste più. E, per quanto riguarda il sacrificio di vite per motivi religiosi, quanti “umani” in questo momento vengono sterminati nel mondo per un credo?

Che ne vuoi fare allora, cara Antonietta Meta, di milioni di persone, per lo più bambini e adolescenti, rimasti non solo senza un riparo dal freddo, ma anche senza acqua, cibo, cure mediche? Tutti i Paesi sono sconvolti da questo allucinante evento naturale che ha cancellato il tetto del mondo. Eccetto te. Come ti senti? Fatti un esame di coscienza se ne hai l’umiltà.

Nel frattempo noi, care amiche, se ancora non ci abbiamo pensato, affrettiamoci a dare anche un piccolo contributo per quei bambini e per le loro famiglie donando un euro con un sms al 45596 o due euro allo stesso numero da telefono fisso. Chi volesse invece offrire un contributo maggiore, può trovare le coordinate nel sito www.unicef.it

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