Un paura cane…

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La paura del cane è spesso solo frutto di condizionamenti e a volte basta un valido motivo per superarla. Come ci racconta Simona Busto nella storia vera Il vicino

Mi sono sempre chiesta da che cosa derivi la paura dei cani. Se sia frutto di un condizionamento psicologico, di abitudini familiari, di qualche incontro un po’ troppo ravvicinato con un quattrozampe, o sia del tutto istintiva. Finora non ho trovato risposta, ma mi piacerebbe potermi avvicinare all’universo canino con minor diffidenza e timore.

Sono animali che mi affascinano e paradossalmente mi attraggono proprio quelli di grossa taglia: tipo il Pastore Tedesco o l’Husky. Solo che se me li trovassi in casa non saprei proprio da che parte cominciare.

La mia infatti non è paura vera e propria, ma una sorta di diffidenza verso l’eccesso di esuberanza e festosità che certi quattrozampe manifestano, correndoti incontro, abbaiando e alzando le zampe. E poi capisco che richiedono un investimento affettivo totalizzante a cui temo di non essere pronta. Forse anche per questo ho ripiegato sui gatti, meno impegnativi e più indipendenti, pronti a farti sospirare una tenerezza per giorni.

Negli anni comunque il mio distacco vero i cani si è fortunatamente molto mitigato, complice un episodio che mi ha aiutato a riflettere e in parte a vincere le mie immotivate fobie.

Qualche anno fa a Natale, venne a passare qualche giorno da noi la figlia grande di mio marito, Giulia, portando con sé il suo cane (un incrocio tra un husky e un’altra razza che non ricordo) poiché non aveva trovato nessuno a chi lasciarlo a Roma; si trattava di pochi giorni, ma la cosa mi angosciava, prima perché avrei dovuto creare barricate in casa onde tenere separati il suo cane e il mio gatto, secondo perché non mi sentivo tranquilla con quella presenza imponente in giro. Lei la prese male, pensò che fosse una scusa per allontanarla, ma non era così, e per non deluderla o farla sentire indesiderata accettai di buon grado di ospitare anche il suo cane. Alla fine vinsero le barricate e passammo la notte a sentire guaire da un lato e smiagolare dall’altro.

Posso dire però che quei pochi giorni vissuti a contatto diretto con il suo inseparabile Dingo mi aiutarono molto a sfatare le mie inutili paure.

Ma fu un episodio di qualche anno fa a darmi la reale misura della mia fobia: un pomeriggio passeggiavo con mio marito per le vie del centro di Milano quando incrociammo la figura statuaria di un giovane che portava a guinzaglio due alani. Io trasalii, strattonando forte il mio consorte che con un gesto protettivo mi abbracciò, pensando fossi spaventata dai due alani incombenti. Non era così: la mia era stata una reazione tutta femminile al passaggio del fascinoso attore Gabriel Garko che camminava accompagnato appunto da due alani.

Chissà, forse se avessi conosciuto anch’io un bellone di turno con cane al seguito, tutte le mie paure sarebbero svanite all’istante?  Alla protagonista della storia vera raccolta da Simona Busto e pubblicata su Confidenze  “Il vicino”  è successo così. Vi invito a leggerla, io ho trovato molto istruttivo e utile anche il commento dello psicologo Francesco Padrini.

 

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