Vita oltre la vita: io ci credo, e voi?

Mondo

Ho conosciuto una persona che mi ha dimostrato inequivocabilmente di comunicare con l'Aldilà. E non è la sola. Un convegno a L'Aquila ne è la prova

Non so spiegare razionalmente perché, ma io alla vita oltre la vita ci ho sempre creduto. Non immagino come, in che forma, ma “sento” che qualcosa di noi rimarrà in eterno.

Sono sempre stata attenta ai “messaggi aerei” e ve ne potrei elencare tanti. Un paio fra tutti: quando è scomparso mio padre ricevetti una telefonata (muta) sul cellulare da… me stessa! Per essere più chiari: ero nella casa di papà, da sola, è suonato il mio telefonino ed è apparso il mio stesso numero. Quando ho risposto ho avvertito soltanto delle scariche elettriche. A casa mia, invece, in quei giorni venivo tallonata a mezzo metro da un passerotto che dal giardino mi seguiva in soggiorno, incurante dei cani, come fosse un amico, e mi guardava.

Ma vi racconto l’episodio più emblematico che ha scosso persino lo scetticismo di mio marito.

Anni fa uscimmo a cena con una sua cliente. Una giovane donna gentile che si occupava di moda e per la quale mio marito scattava immagini di campagne pubblicitarie.

A tavola la signora ci annunciò che avrebbe presto cambiato vita, mollando tutto – per metà settimana anche marito e figli – perché si trasferiva a Londra per seguire la Facoltà di Scienze Esoteriche. Ci raccontò, infatti, che dopo la morte della madre si era accorta di “vedere” i trapassati e da quel momento per lei niente è stato più come prima. Al punto di volersi dedicare totalmente a questo suo “dono”, approfondirlo scientificamente e offrirlo gratuitamente per alleviare il dolore di chi perde una persona cara (soprattutto madri che perdono figli).

Mio marito, che odia questo genere di discorsi, la stoppò subito con una risata: «No, per carità. Non ci credo per niente. Piuttosto dovresti parlarne con uno psichiatra». E lei, con un sorriso sereno, rispose: «La tua mamma era piccolina, portava i capelli tagliati a carrè, amava i vestiti a fiori e sorrideva spesso, vero? È proprio lì, vicino a te». Lui impallidì di colpo. Senza dire una parola, aprì il portafogli ed estrasse una foto di sua madre, mancata quando era ancora bambino, e ce la mostrò. Era esattamente così.

La signora vide anche una mia cara amica e la descrisse. Aggiunse i messaggi di entrambe diretti a noi che non riporto per pudore, ma talmente precisi riguardo alle nostre vite da far rabbrividire.

Se vi interessa saperne di più, non perdete  sul numero di Confidenze in edicola, l’articolo di Tiziana Pasetti, inviata da noi al convegno nazionale La vita oltre la vita a L’Aquila.

 

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