Senza glutine si dimagrisce? Il caso Matt Damon tra cinema e scienza

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La trasformazione dell’attore per il ruolo di Ulisse nel colossal “Odissea” riaccende il dibattito: la dieta gluten free fa davvero perdere peso? Vediamoci chiaro

Negli ultimi giorni i media hanno rilanciato la notizia di Matt Damon che, per interpretare Ulisse nel nuovo, attesissimo, film di Christopher Nolan, avrebbe seguito una dieta gluten free riuscendo a tornare – parole sue – al peso che aveva al liceo. Un dimagrimento importante, ottenuto insieme a un allenamento intenso e a un regime alimentare estremamente rigoroso.

Da nutrizionista trovo sempre interessante quando il grande pubblico si accende su un tema dietetico partendo dal racconto di una celebrity. Tuttavia, il rischio è trasformare un’esperienza individuale in una verità nutrizionale assoluta. Ed è esattamente ciò che sta accadendo con la narrazione “senza glutine si dimagrisce”.

Partiamo da un punto fermo. Il glutine è un complesso proteico presente in cereali come frumento, orzo e segale. La sua esclusione è una terapia obbligata nella celiachia, ma esiste anche la gluten sensitivity, una condizione in cui l’assunzione di glutine provoca sintomi intestinali ed extra-intestinali pur in assenza di celiachia. Ed è proprio qui che il discorso diventa interessante anche sul piano del peso corporeo.

Non esistono evidenze che dimostrino che eliminare il glutine faccia dimagrire di per sé. Il dimagrimento resta legato al deficit calorico. Tuttavia, nella pratica clinica, alcuni pazienti perdono peso più facilmente dopo averlo escluso. La chiave di lettura? L’infiammazione cronica di basso grado.

Questa forma di infiammazione silenziosa rende il corpo meno sensibile all’insulina, favorisce l’accumulo di grasso e rende più difficile bruciarlo. In chi soffre di celiachia, sensibilità al glutine o ha un intestino più “permeabile” (cioè con pareti che lasciano passare sostanze che normalmente resterebbero fuori: una conseguenza della disbiosi intestinale), il glutine può stimolare il sistema immunitario e aumentare l’infiammazione. Il risultato è un metabolismo meno efficiente, che effettivamente rende il dimagrimento più complicato.

In questi soggetti la sequenza è chiara: il glutine sostiene l’infiammazione e l’infiammazione ostacola il dimagrimento. La sua eliminazione, quindi, non agisce come “dieta dimagrante”, ma come intervento che rimuove un ostacolo metabolico, facilitando il calo ponderale.

Esiste poi un secondo livello, più squisitamente alimentare. Ridurre il glutine significa spesso tagliare prodotti da forno raffinati, snack e ultraprocessati. Migliora così la qualità dei carboidrati, si abbassa il carico glicemico e aumenta il consumo di fonti naturalmente prive di glutine, come riso, pseudocereali e legumi. Anche questo contribuisce al dimagrimento, ancora una volta in modo indiretto.

La narrazione mediatica dimentica però l’altra faccia della medaglia. Una dieta gluten free non adeguatamente studiata, basata su sostituti industriali, può essere più calorica e meno equilibrata. Molti prodotti senza glutine sono poveri di fibra e ricchi di grassi: rischiano di ostacolare la perdita di peso e creare carenze nutrizionali.

Il caso di Matt Damon va quindi contestualizzato: ha seguito un allenamento intensivo, ha controllato le calorie, si è affidato a professionisti e ha puntato a un obiettivo estetico di breve periodo. Eliminare il glutine è stata una leva, non la formula magica.

Il messaggio finale è meno sensazionalistico, ma più clinicamente corretto: la dieta gluten free non fa dimagrire automaticamente. Può però facilitare il calo ponderale quando intercetta condizioni infiammatorie glutine-correlate o quando migliora radicalmente la qualità dell’alimentazione.

Non una scorciatoia universale, dunque, ma uno strumento utile se usato con criterio e personalizzazione.

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