Claudia Pandolfi torna al cinema con 2 cuori e 2 capanne, una commedia che fa sorridere ma anche riflettere. Protagonista, con lei, Edoardo Leo. ed è da qui che comincia la nostra chiacchierata.
Torni al cinema con Edoardo Leo, con cui avevi recitato anche nel film Follemente. Vi conoscete bene?
«In quell’occasione non avevamo scene insieme e anche se lo conosco da 30 anni non avevo mai veramente lavorato con lui. Posso dire che è stata una piacevole scoperta, siamo entrati subito in sintonia. In questo film abbattiamo barriere e ci abbiamo messo del nostro. Ci è piaciuto aderire a uno stereotipo forte, la mia Alessandra è una prof femminista radicalizzata, mentre Valerio, il suo personaggio, è un maschilista scanzonato. Edoardo, poi, sta volentieri al gioco, ci siamo divertiti».
Pensi di avere un’aria da professoressa? Non è la prima volta che ti vediamo nei panni di un’insegnante.
«No, penso solo di essere vecchia, perché è passato tanto tempo da quando ho fatto I liceali (in onda dal 2008)! Però nella vita non mi sono mai sentita prof, se mai più studentessa e a un certo punto un po’ maestra».
Che ricordo hai della scuola?
«Positivo, per me era un posto piacevole. Non sono mai stata un’allieva modello, ma me la cavavo. Mi aiutava essere loquace e socievole. Alle superiori, a un certo punto ho mollato, ma poi ho recuperato, facendo quattro anni in uno e mi sono diplomata».
Torniamo al film: Alessandra e Valerio vengono travolti dalla passione pur essendo due persone opposte. Se c’è attrazione fisica si trova sempre un punto di incontro?
«Se c’è attrazione lo si è già trovato! Poi ce ne possono essere altri, bisogna lavorarci».
Ti è mai capitato di innamorarti da un uomo completamente diverso da te?
«Il compagno con cui sto da più di 13 anni (il produttore Marco De Angelis, ndr), è una delle persone più lontane da me che potessi immaginare. Ma già da “quasi sconosciuti” è nata una forte attrazione fisica. Poi frequentandoci, e diventando una coppia, ci siamo conosciuti davvero e ho scoperto un uomo molto diverso da me. Questo però mi piace. Con Marco abbiamo in comune l’amore per la musica che per noi è importante, andiamo anche all’estero per sentire un concerto. Se lo vuoi, trovi cose che ti uniscono».
A un’amica consiglieresti di “buttarsi”, con un uomo che sente molto diverso?
«Non vedo perché non farlo. Sarà che io ho agilità mentale (forse perché faccio l’attrice da tanti anni), sono accomodante, tollerante e non ho paura di avventurarmi nelle cose, sono pronta all’improvvisazione. Ma se vuoi “incastrarti” con l’altro devi essere così e io trovo che questo sia più interessante che andare sempre a braccetto: se non rischi, prima o poi il braccio si intorpidisce!».
Ti diverti di più quando un personaggio ti somiglia o quando è diverso da te?
«Il diverso da me mi spaventa di più, penso sempre di non arrivarci. Però non è detto, perché ancora non ho capito del tutto come sono fatta io!».
Attrici si nasce o si diventa?
«So che faccio questo lavoro da 30 anni e che lo spazio che mi sono conquistata me lo merito. Io sono grata per ogni film, per ogni lavoro che ho fatto. Aiuta anche non voler fare solo la protagonista, accettare parti minori. Pagano l’empatia e il “non tirarsela”».
C’è un personaggio a cui sei rimasta più legata?
«Il pubblico mi identifica di più con i miei personaggi televisivi come Alice Solari di Un medico in famiglia o Giulia Corsi di Distretto di polizia che tante persone hanno amato moltissimo e anch’io. Ma amo tanto anche Susi Susini di Ovosodo, il film di Paolo Virzì e Luvi Bray della serie The Bad Guy».
I tuoi figli (Gabriele, 19 anni, avuto dal musicista Roberto Angelini e Tito, nove anni, figlio di Marco De Angelis) sono curiosi del tuo lavoro?
«Sì, per necessità. Ho cercato di fargli capire la magia di questo mestiere e, man mano che crescono, il perché dell’attenzione attorno a me. Io ho sempre spiegato tutto e ho scisso la vita privata dal lavoro. Gabriele ora ha finito la scuola, è un polistrumentista e si dedica alla musica e al canto. Li ho avuti in due epoche diverse della mia vita e quindi hanno necessità diverse. È faticoso, i figli bisogna farli da giovane (farei a meno di trovarmi ancora nella chat di classe!). Ma i miei ragazzi mi riempiono la casa di gioventù e questo è bello a tutte le età».
Sei bella e famosa, credi che metterai soggezione alle loro future fidanzate?
«Certo che no, ma forse dovrò fare attenzione che non siano attratte proprio dal fatto che io sia un’attrice».
Ti sei esibita a Ballando con le stelle con Claudia Gerini. Ti sei divertita?
«Da zero a dieci, 100! È una compagna di lavoro eccezionale è stato bellissimo condividere giocosamente la performance da Ballerine per una notte».
Possiamo dire che il titolo 2 cuori e 2 capanne rispecchia anche la tua vita?
«Sì, a un certo punto ho capito che vivere in due case diverse era una scelta pratica e necessaria. Io mi sveglio alle cinque del mattino per andare sul set, perché disturbare altri? E poi avevo bisogno di avere momenti solo miei. Marco all’inizio non era d’accordo, diceva che lo volevo cacciare. Adesso anche lui è contento di questa organizzazione e tra noi va a meraviglia».
Hai fatto buoni propositi per il 2026?
«No, ma ho chiuso il 2025 con un proposito che avevo da tanto: riunire tutta la famiglia mia e di Marco attorno a un tavolo. Eravamo in 15, al ristorante».
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Intervista di M. G. Sozzi pubblicata su Confidenze 4/2026
Foto cover: Erica Fava -@muroproductions
















