Uno spazio per te


profumo di primavera

di Sonia Pirulli

Due buste della spesa, uno zaino ed un cappello troppo grande.Anche quella sera cominciava così per Sophie. Tutte le sere, tornando dall’università, Sophie guardava il supermercato sulla sinistra, il cane legato davanti all’ingresso, il mendicante che chiedeva l’elemosina sul marciapiede difronte ,la signora che usciva dal supermercato con la busta stracolma. La busta si sarebbe rotta all’altezza dell’incrocio e la signora sarebbe ritornata al supermercato reclamandone un’altra. L’aveva pagata 10 centesimi, dopotutto. Anche quella sera cominciava così per Sophie. Uno sguardo al carrello, uno al cestino e poi la mano sul cestino, come sempre. Era un’abitudinaria Sophie, anche se non le piaceva ammetterlo. pensava mentalmente mentre attraversava le sbarre all’ingresso, continuando a domandarsi quale utilità avessero.Trenta minuti dopo era in fila alla cassa, con almeno tre o quattro prodotti che non pensava di acquistare, ancora intenta a chiedersi se fosse il caso di riporli negli scaffali; ma le mani della cassiera battevano veloci sullo scanner-si, adesso “è tutto touch”- ed il suo turno arrivava, la cassiera la guardava con occhi interrogativi e lei posava tutto sul nastro facendo spallucce. Anche quella sera era andata più o meno così. Nulla di diverso, una sera come tutte le altre.Stessi clacson, stessi semafori rossi, stessi motorini parcheggiati sui marciapiedi.Anche quella sera Milano sapeva di Milano. Mentre Sophie era intenta a bilanciare i pesi delle buste, il suono di un campanello dietro di lei la costrinse a voltarsi.Vide una bici superare il semaforo e svoltare a destra.Sorrise.Il suono del campanello le aveva riportato alla mente l’immagine di un tandem, una bicicletta ed una mountain bike che sfrecciavano tra i viottoli di una campagna in fiore. Sophie, rigorosamente al seguito dei genitori ,ma dinanzi a sua sorella, rideva. Ogni volta borbottavano sull’utilità di quel tandem ma poi non lo vendevano mai. dicevanoA Sophie non piacevano le more, ma la famiglia felice si, per questo si ostinava a partecipare alle biciclettate della domenica, anche se rallentava il gruppo! Forse fu quel ricordo, forse il fatto che per la prima volta non fosse sudata sotto il giaccone, ma Sophie, quella sera, pensò che nonostante fosse il primo Febbraio, l’aria profumava di primavera.

Racconta la tua storia

Commenti

Comments are closed.

Confidenze