MENU

Passione di Sofia Mantuzzo

ConfyLab

L’autrice si presenta: Sono Sofia, 27 anni mamma e moglie. Abito in un piccolo paesino nel nord dell’Italia e faccio un lavoro part-time.

 

Lo so già, verrò criticata molto per la mia storia ma non riesco più a tenermela dentro. Purtroppo sono circondata da gente molto egoista, che mi “usa” solo quando ha bisogno di una mano o di sfogarsi un po’. Nessuno si preoccupa mai per me o mi ascolta davvero, ma non voglio parlarvi di questo adesso. Ora voglio parlarvi di Marco, un ragazzo incredibile, più piccolo di me di 5 anni di cui non so se sono innamorata. Sono una ragazza sposata di 27 anni con un magnifico bambino di 5, ma l’idea del tradimento mi ha sempre intrigato. Forse perché sono convinta di non aver sposato l’uomo giusto.

Mi sono sposata a 23 anni, un’età in cui, forse, non si sa ancora bene cosa si vuole. Quando Giuseppe mi ha chiesto la mano, avevo partorito da appena tre mesi! Ero in piena depressione post parto. Nessuno mi capiva, ascoltava e stava vicina. Non ho risposto in quel momento, ma sono partiti subito i preparativi per il matrimonio che sarebbe stato sei mesi più tardi. Mio marito non voleva aspettare. Non voglio sposarlo. Non c’è stato un giorno in cui non l’ho pensato, ma poi guardavo Alessandro, mio figlio. Lo faccio per te, per darti un modello di famiglia normale. È bastato poco tempo per capire che avevo fatto il più grosso sbaglio della mia vita, e ho iniziato a cercare emozioni alternative.

Vivo in un piccolo paese dove tutti sanno tutto di tutti (che brutta cosa!). Annoiata dalla mia super monotona vita, fatta anche di amiche molto più belle di me, che riuscivano a “rimorchiare” tutte le poche volte che uscivamo, mentre io non venivo considerata da nessuno, mi sono iscritta a un sito di incontri. All’inizio era un gioco emozionante. Tantissimi uomini mi hanno contattato subito visto la mia giovinezza. Chi voleva solo parlare e chi, soprattutto più avanti con l’età, cercava di arrivare subito al punto. Un giorno mi scrive lui. Dalla foto sembrava carino e ci siamo subito trovati in confidenza. Era molto presente mi scriveva assiduamente, in un modo molto piacevole. Dopo una settimana abbiamo deciso di vederci. Trovata la scusa giusta e ben elaborata, sono partita (emozionantissima per questa mia prima trasgressione) e sono andata a trovarlo una mattina nel suo paese che dista a circa 50 minuti dal mio. Parcheggiato la macchina vado al punto di ritrovo prestabilito e lui mi viene incontro. Abbiamo subito iniziato a ridere e scherzare, abbiamo passeggiato e parlato tantissimo (benché mi avesse detto di essere molto timido), mi ha pure “sgridata” dicendomi «non si va agli appuntamenti al buio sei matta? E se fossi stato un pazzo!». Questa cosa mi fa ancora ridere a ripensarci. Alla domanda «Ti va di salire da me?» il mio cuore ha iniziato a battere forte, a ogni gradino che salivo sempre di più (meno male che abita solo al primo piano!). «Ci accomodiamo sul divano?». Ansia, panico, e adesso? Non bacio un’altro uomo da almeno 5 anni! Sarò ancora capace? Mille pensieri per la testa che si sovrapponevano, ma mai una volta ho pensato di essere nel posto sbagliato o di voler andare via. E mai che abbia pensato che stavo facendo una cosa sbagliata. Mentre parliamo mi prende delicatamente le mani (le sue erano morbidissime) e dice «Ho capito che l’unico modo per non farti più dire cavolate (cosa in cui sono molto brava) è baciarti».

È stato bellissimo. Un bacio da film, di quelli che ricordi per tutta la vita. Un bacio che sarà durato almeno mezz’ora, dolce e passionale insieme. Mi sono coricata sul divano e lui su di me. Ci siamo sfiorati e baciati ancora per qualche minuto. Poi la mia sveglia suona, quella che avevo impostato per farmi tornare alla vita vera, e farmi svegliare da questo sogno. Lui mi accompagna fino alla macchina, sempre molto gentile e rispettoso, mi saluta con un «Voglio rivederti» che non scorderò mai. Wow, allora posso piacere ancora a qualcuno. Vidi finalmente una piccola luce nei miei bui anni e anni di bassissima autostima, dovuta a una madre il cui complimento più grande era «Oggi ti vedo persino accettabile». Vi lascio immaginare le cattiverie che mi ha detto durante l’adolescenza.

Iniziavo a piacermi un po’ (mai del tutto d’altronde siamo donne), e di questo non smetterò mai di ringraziarlo, ma non solo di questo.

Secondo incontro, agitata ancora di più perché avevamo deciso assieme, di comune accordo parlando per messaggio, di fare un passo in più e provare a diventare più intimi. Ero agitata per un bacio, figuratevi per un rapporto! E infatti è andata malissimo. Lui è stato dolce e a tratti non mi è dispiaciuto, ma nel complesso essendo entrambi agitati e non conoscendo i “gusti” o le abitudini altrui è stato un po’ un disastro. In quel preciso momento, mentre lui era in bagno che si rinfrescava, ho deciso di non vederlo più. Pensavo non valesse la pena di rischiare tutto e di avere così tanta ansia per una cosa poco “soddisfacente”. Meno male che ho cambiato idea quasi subito dopo due o tre bellissime sue frasi.

Il terzo incontro è stato epico. Il sesso più bello di tutta la mia vita. Davvero quello che stavo cercando. In quel periodo della mia vita mi chiedevo perché tutti parlassero di passione a letto quando per me era quasi una tortura. Mi sentivo obbligata con mio marito, per Giuseppe era il mio dovere di donna e moglie, quindi immaginate lo spirito. Con lui quella volta ho capito davvero cosa volesse dire la parola passione. Quasi due ora di intensi baci, posizioni mai provate, e molto altro che vi lascio solo immaginare, ma tutto con molta dolcezza. Finito ci siamo rivestiti e coricati nel letto. Lui mi guardava con gli occhi dolci. «Ti è piaciuto oggi con me?» e io «mi è piaciuto molto fare l’amore con te oggi». Col tempo impariamo a conoscerci e Marco mi spiega che ha grossi problemi con i sentimenti, che non si è mai sentito davvero innamorato. Lui cerca donne sui siti di incontro perché sente il bisogno fisico di farlo, e che per lui di solito non è amore ma sesso, solo sesso. Ma con me, per lui, è diverso da subito.

Si susseguono incontri settimanali pieni di passione. Ha risvegliato il mio corpo che dormiva, o che forse non si era mai svegliato davvero prima di lui. Non avevo mai provato emozioni e sensazioni simili. Ogni volta scoprivo qualcosa di nuovo, e mi scoprivo. Ho imparato più sul mio corpo, sul piacere e su cosa mi piace in pochi mesi con lui che in anni di matrimonio. Lui più piccolo, ma il mio maestro. E mentre mi faceva conoscere questo eccitante mondo, io gli ho insegnato che con un pizzico di amore tutto è più bello. «Con te è tutto speciale Sofia, molto più che con ogni altra donna che ho avuto». Come faccio a non provare qualcosa per un uomo che ti dice frasi così? Un ragazzo a tratti piccolo, a tratti maturo. «Sei dolce e amaro» gli dico sempre. Sempre pronto a dirti cosa pensa, non importa se bella o brutta. Sempre pronto ad ascoltare, ma con la pretesa di essere ascoltato. Ogni cosa di lui mi eccita. Anche solo per messaggio riesce ad accendere la mia voglia. Davvero non pensavo di essere cosi. Ora sono ancora prigioniere del mio mondo triste, fatto di falsi sorrisi verso chi mi sta attorno. Recito tutti i giorni la parte della moglie perfetta e amorevole, e mi sto logorando dentro questo inferno. Ma quando lo vedo è come toccare per qualche ora il paradiso. Lui forse è la mia Beatrice, ma io devo ancora attraversare qualche girone dell’inferno e tutto il purgatorio prima di essere finalmente libera e felice. Odio questo mondo fatto di apparenza, critiche e giudizi. E forse amo lui che, anche imperfetto, mi ha dato e mi dà tanto.

 

Confidenze