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In difesa di Johnny Depp

Cuore

Ecco perché non mi sento di condannare il "Pirata dei caraibi" accusato dalla moglie Amber Heard di violenza domestica

L’uomo è cacciatore. Se ti riconosci in questa antica convinzione mediterranea (chiedi alle nonne), Johnny Depp è il tuo uomo.

Perché, dovesse mai succedere di incrociare la tua vita con la sua, non commetterai il peggiore degli errori: tentare di cambiarlo. L’unico guaio è che lui, affascinato dalla tua saggezza, potrebbe non mollarti più. Già, perché Johnny è il classico tipo che è meglio perderlo che trovarlo.

Riassumendo, in parole più semplici: Johnny Depp è un irresistibile seduttore. Cioè, è il contrario del bravo ragazzo. Che è quello che tutte vogliono sposare, anche in modo informale, e non è affatto una buona notizia: vuol dire che l’idea di una follia passionale non te la stuzzica proprio per niente, ci vuole un contratto. Invece, quelli come Johnny Depp non devono neppure chiedere. Depp non è affascinante, è il fascino fatto persona.

A cominciare dal versante professionale, quello che interessa solo i critici cinematografici. Anche loro, sin dalla sua apparizione, trent’anni fa, dissero subito: “Anticonformista. Carismatico. Ostinatamente ‘a modo suo’. Se fosse nato qualche decennio prima (è nato il 9 giugno 1963, ndr) Depp starebbe tra James Dean e Marlon Brando, suo amico per la vita, nell’Olimpo degli antidivi per eccellenza, dei miti teneri e selvaggi a cui basta un cenno per calamitare l’attenzione e orientare la sensibilità di un’intera generazione. Eppure è l’unico ribelle moderno in circolazione”. E i fan ripetono in  un’interminabile eco: «Nessuno è più cult di lui! Nessuno».

Meraviglioso e inquietante, Johnny Depp, è la prova provata che quando una ragazza dice: «Mi seduce l’uomo che mi fa ridere», dice una garbata e sbrigativa bugia.

Depp, drammatico fin nella punta dei capelli scarruffati (è anche il retrogusto di Jack Sparrow, il “Pirata dei Caraibi”, e il Cappellaio Matto ha tratti demoniaci), non fa ridere nessuna (anzi gli piace il macabro: nel 1995 ha comperato, per due milioni di dollari, un castello che era appartenuto a Bela Lugosi, nel 1931 il primo Dracula dello schermo).

In compenso la macchina della verità potrebbe rivelare che tutte, divise tra il più spiritoso dei ragazzi e Johnny Depp, direbbero, decise: «Con te rido volentieri, ma non ti dispiace, vero, se per andarci a letto, scelgo Johnny?».

Il bello è che, come il Grande Tentatore, che nega di esistere, Depp alimenta sogni e desideri, negando di essere un diavolo.

“Per anni mi hanno definito un ‘moderno ribelle’, ma non lo sono mai stato. Tanto meno lo sono ora. Quando hai figli smetti persino di essere semplicemente indisciplinato”.

Sono parole che ha detto mentre girava The Lone Ranger, e in quel momento i nervi di Vanessa Paradis, la mamma dei suoi figli, stavano cedendo. Perché lei sì, sotto sotto, era convinta che “Io ti salverò” oltre che il titolo di un capolavoro di Alfred Hitchcock potesse essere il titolo del film della sua vita con Johnny Depp.

Eppure l’antefatto lo conosceva benissimo: Johnny ha sempre dichiarato una sola fedeltà. Alle proprie origini, di nativo americano, per parte di mamma, la cameriera Betty Sue Palmer, figlia di Minnie, indiana Cherokee.

Ne ha anche un’altra, ma non ne ha mai parlato volentieri. Vi si è applicato sin da ragazzo, quando ha cominciato a lavorare come muratore (e poi è stato benzinaio, meccanico, venditore di penne). Ma non è la fedeltà coniugale: ne sa qualcosa Lori Ann Allison, che lo sposa quando lui ha 20 anni (lei ne ha 25) e lo lascia due anni dopo. Diciamo che non le piacevano alcune sue amicizie, che in verità Depp, con molta coerenza, non ha mai rinnegato. Uno dei migliori amici era River Phoenix, che nel 1993 morirà di overdose su un marciapiede di Hollywood.

Johnny, forse, era stato più fortunato, perché, dirà lui stesso, “ho preso un sacco di medicine e bevuto tanto alcol”. Dalle “medicine” si è staccato per sempre, dopo averne provate ancora un po’ con Kate Moss, amata in modo furibondo agli inizi degli anni Novanta.

Segue una love story con Sherilyn Fenn, star di Twin Peaks e protagonista, nel 1993, di Boxing Helena un film dai risvolti sadomaso molto stuzzicanti per Johnny, che alle emozioni forti è da sempre sensibile, e non si è negato neppure forme di autolesionismo, incidendosi con lame di coltello. “Come fanno i marinai”, spiegava, “Per loro ogni tatuaggio significa qualcosa. Un determinato periodo, un evento bello o brutto, viene inciso nella carne. Vale anche per me: è come avere un diario sul corpo. Se si ricorre a un artista del tatuaggio o si fa da soli con un coltello, è lo stesso”.

Prima Juliette Lewis, che ai tempi era molto, molto turbolenta, poi Jennifer Grey, ex di Matthew Broderick (oggi marito di Sarah Jessica Parker), si avvicendano come fidanzate, anche se il legame più chiacchierato è quello con Winona Ryder, per via del tatuaggio. Depp si era fatto scrivere sul braccio destro Winona Forever, che, finita la storia, è diventato: Wino Forever (sbronzo per sempre).

Finalmente, nel 1998, Johnny Depp vede Vanessa Paradis nel film La ragazza sul ponte. Lei fa da bersaglio a un lanciatore di coltelli, e mostra una sensualità che sullo schermo si è vista poche volte. E quanta ne avesse nella vita è dimostrato dai quattordici anni che è durata.

Perché forse lei ha capito presto che lui era molto sbagliato, e gli è rimasta vicino per i figli (Lily-Rose, oggi 16 anni, e John Christopher, 13) e perché ha sempre sperato di poterlo cambiare. Finché si è accorta che lui mentiva persino a se stesso, pur di non rinunciare a certi vizi (“Bevo solo due bicchieri di vino ai pasti”, è stato uno dei suoi spergiuri).

Si sono lasciati da quattro anni, e lei lo ricorda sempre così: «Rifarei tutto da capo. Sono stata fortunata a incontrare Johnny, a passare anni bellissimi con lui. Siamo stati felici, e questo non lo dimenticherò mai». Lui è rimasto per un po’ “al settimo cielo” per il legame, on off ma molto intrigante, con Amber Heard (sposata nel febbraio 2015), che, come regola di vita ha: «Amo chi mi piace. Il genere non conta, è la persona che conta».

Johnny le faceva eco: «Il genere non conta. Contano le emozioni», ma forse ha sottovalutato le implicazioni di quelle convinzioni nella vita quotidiana. Un giorno Vanessa capirà d’averla scampata bella, ma anche lei (che in questi giorni difende Johnny , con passione), al pari di tutte le altre, non potrà che confermare: “Come lui non c’è nessuno”.

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