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È giusto spiare il telefono della persona amata?

Cuore

Un’amica mi ha raccontato di controllare regolarmente il cellulare del marito. Legge le sue conversazioni su WhatsApp, controlla le sue e-mail e se trova l’accesso automatico a Facebook dà una sbirciatina anche lì. A sua insaputa, ovviamente. Le ho confidato che non sono molto d’accordo con quello che sta facendo, non solo perché la trovo una totale mancanza di rispetto e di fiducia, ma perché questo gesto, pur non dando “risultati”, non la rassicura per niente.

Cosa resta di un rapporto quando viene a mancare la fiducia? E qual è il modo giusto per recuperarla? Per me la risposta giusta è una sola: comunicare. Ritrovarsi da sola in una stanza, nascosta, controllando i messaggi privati di chi dovrei amare, è un meccanismo autodistruttivo. Quali risposte posso trovare?

Beh, un’altra amica quelle risposte le ha trovate, ha trovato conferme ai sospetti che lui la tradisse e alla fine ha lasciato suo marito. Ma se questo non avviene, se dopo aver controllato ci si rende conto che non c’è niente da scoprire, che senso ha continuare a oltrepassare quella linea di confine che porta la ricerca di trasparenza per una relazione a diventare pura ossessione?

Personalmente mi sono trovata in una situazione simile anni fa, ho sentito la necessità di “verificare”, ma non l’ho fatto di nascosto. L’ho affrontato, ho chiesto il suo telefono e l’ho guardato di fronte a lui. Messo alle strette non avrebbe mai potuto dirmi di no, e se l’avesse fatto, so che non mi sarei mai più fidata di lui. Alla fine, mi sono sentita una stupida, colpevole per non aver rispettato la sua privacy, ma abbiamo parlato, lui ha compreso le mie ragioni e la mia ossessione è diventata un momento positivo e di crescita per il nostro rapporto.

E voi, avete mai spiato il vostro uomo?

 

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