E tu, in quali coppie del passato ti rivedi?

Cuore

Il libro Batte il mio cuore. Greci e romani svelano i segreti dell'amore di Martino Menghi parla delle coppie del passato, così simili a quelle moderne

«Facciamo che io sono Ulisse e tu Penelope» diceva sempre il mio fidanzatino delle elementari. La maestra ci aveva raccontato alcuni episodi dell’Odissea e lui si divertiva a distruggere Troia con una spada di cartone e poi tornare dalla sua mogliettina di sette anni a bordo di una barca immaginaria.

Era divertente, quel gioco. Soprattutto perché a noi piccoletti sfuggivano i dettagli del rapporto tra Ulisse e Penelope. Per noi erano semplicemente un uomo coraggioso e una donna innamorata. Fine. Insomma: niente scappatelle, niente Proci, niente di niente.

Solo molti anni dopo, al liceo, la mia vicina di banco mi ha aperto gli occhi: «Ulisse è infedele, bugiardo. Un furbetto, insomma» ha detto saccente. Poi, con un po’ di amarezza, ha aggiunto: «Proprio come mio padre».

La mia vicina di banco aveva tristemente ragione: le coppie che troviamo nella letteratura classica non sono poi così lontane da noi, dai nostri sentimenti e, soprattutto, dai nostri problemi.

Lo sostiene Batte il mio cuore. Greci e romani svelano i segreti dell’amore di Martino Menghi (Giunti, 14 euro). E ne parliamo sul numero 12 di Confidenze con la psicoanalista Valeria Egidi.

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Gli esempio sono tanti: ancora oggi ritroviamo, appunto, Ulisse e Penelope in tutte le coppie in cui lui è un farfallone, ma anche Giasone e Medea, Filemone e Bauci, Tisbe e Piramo. Relazioni antiche eppure attualissime in cui passioni, conflitti e gelosie hanno lo stesso sapore di quelle che, nel bene e nel male, viviamo ogni giorno.

Io, se penso a me e mio marito, rivedo Ettore e Andromaca dell’Iliade. E voi?

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