Infedeli di Laura Laurenzi

Cuore

Si può amare davvero senza mai tradire? O l'infedeltà è il banco di prova del sentimento?

 

Può esistere un grande amore senza un grande tradimento? Si può amare davvero senza essere infedeli? Oppure l’infedeltà, la necessità di cercare sempre nuovi inizi, è la misura e il banco di prova del sentimento, la ricerca compulsiva o coraggiosa e impavida della persona giusta, dell’anima gemella?

Il tema è universale e ne hanno scritto tutti: esperti di psicologia e di chiromanzia, astrologi e dietologi, fedeli estremisti (forse solo a chiacchiere) e infedeli cronici (la sincerità, quando si toccano certi argomenti, è scomoda e poco popolare, ma c’è ancora qualche prode, qualche puro…)

Il tema è universale, dicevo. E ad un punto di arrivo, ad un incontro di teorie o ipotesi ardite non è ancora giunto nessuno, preti o rockstar, freudiani o lacaniani senza passare per chi quota Jung, fedeli o infedeli.

A questo punto, forse, l’unica cosa che si può fare, giusta o meno non importa, è partire dai fatti e dalle storie senza prefissarsi chissà quale punto di arrivo e abbandonando sul divano il soprabito di giudizi ricamato ad arte con il filo delle nostre paure o delle nostre menzogne…o dei nostri desideri segreti.

Laura Laurenzi ha raccolto nel suo libro tredici storie di traditori seriali molto vip: Albert Einstein, Frida Kahlo, Georges Simenon, Marlene Dietrich, Pablo Picasso, Maria Callas, Yves Montand, Charlie Chaplin, Peggy Guggenheim, François Mitterand, Lady Diana Spencer, Bettino Craxy e Carla Bruni.

Una lettura gradevole e non ingannevole, il rispetto delle fonti garantito dalla serietà della brava giornalista, uno spunto di riflessione sulla vita così simile alla nostra di chi è stato, mai solo ma in solitudine patologica ed emotiva, sulla cima del mondo.

Più che un affresco di incandescenti bulimie carnali, questo è il racconto di tredici destini votati alla gloria e al successo ma anche dal dramma, tutti accomunati da un marchio ambiguo: l’infedeltà, il tradimento, la fuga, il trasformismo. Cause e amori qui si moltiplicano e si rimescolano, sovrapponendosi in maniera ora fisiologica, ora stridente. Le passioni e le infedeltà non appaiono fini a se stesse ma sono piuttosto il frutto di una spinta impetuosa e travolgente verso il compimento di un destino segnato dal fuoco, nel bene e nel male. L’umano, forse il troppo umano, è il segno sotto cui si è svolta l’esistenza di questi personaggi. Un uomo non è niente, scriveva Cechov, se non ha una causa e un amore”.

 

 

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Laura Laurenzi, Infedeli, Bur

Confidenze