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Tornare a galla con il Rocky pensiero

Cuore

Solo gli stupidi non si sentono mai sprofondare nella crisi. Ma quando succede, bisogna trovare la forza per tornare a galla

Primo antefatto: senza entrare nei dettagli, vi dico solo che una volta lo psichiatra da cui sono andata per qualche tempo mi ha detto: «Lei non è depressa, è disperata». La frase credo avrebbe annientato chiunque. Invece a me ha regalato speranza, perché mi dava l’idea che la serie di sfighe di quel periodo mi avesse fatta soltanto vacillare e non miseramente crollare.

Secondo antefatto: quando gli ho chiesto come sarei riuscita a superare il momentaccio davvero infernale, mi ha risposto che mi avrebbe aiutato la consapevolezza.

Arriviamo al fatto: ho letto l’articolo Impara ad ascoltare le emozioni negative (su Confidenze in edicola adesso) e ho scoperto che anche lo psicologo intervistato indica la consapevolezza come un ottimo antidoto per disinnescare i malesseri della mente (confermando – non che ce ne fosse bisogno- che il mio Doc la sapeva lunga).

Ma non è tutto. Sempre l’esperto interpellato per il pezzo sostiene che pur di non affrontare i problemi che li scatenano, è tipico dell’essere umano cercare di anestetizzare i forti disagi emotivi con palliativi di ogni genere (per citare i meno gravi, il cibo o lo shopping compulsivo).

E qui, finalmente, arriviamo al dunque. Cioè a una domanda per me importante: in un periodo di down, perché non concedersi almeno il piacere di affondare i denti in qualcosa di succulento o di riempire l’armadio con vestiti che al momento dell’acquisto concedono un attimo di tregua alla sofferenza?

Me lo chiedo con la lucidità di una fase piuttosto tranquilla della mia vita, quindi con totale onestà e non per giustificare comportamenti stravaganti. Se tutto va male e comprare l’ennesimo paio di jeans placa il dolore anche solo per qualche ora, perché non farlo? Il gesto non mi sembra in antitesi con la ricerca della consapevolezza, anzi.

Infatti, una volta a casa davanti allo specchio con addosso i pantaloni nuovi di pacca, magari scatta un vago barlume di contentezza che potrebbe rivelarsi l’inizio della voglia di tornare a galla.

Spesso ho sentito elogi nei confronti di gente che davanti a fatti sconvolgenti ha mantenuto il controllo. Ma affermazioni del tipo «Ah, è una persona così forte» oppure «Che carattere eccezionale, sta reagendo bene» io non le reputo complimenti. Anzi, a meno che non sia la natura a spingere i soggetti in questione verso quella direzione tanto dignitosa, vorrei consigliare loro di lasciarsi andare, sfogarsi, sclerare, dare fuori di matto. E da lì ripartire.

Dico questo perché sono convinta che la preziosa consapevolezza si possa acquisire solo quando ci si è completamente svuotati delle emozioni negative. Per dirla alla Rocky (Balboa), insomma, «Bisogna toccare il fondo per poter risalire».

Facendo tesoro della mia esperienza personale, poi, mi permetto di aggiungere che, dopo aver ingurgitato chili di leccornie ed essersi fatti un guardaroba zeppo di novità, imparare ad ascoltare le emozioni negative serve assolutamente a sentirsi meglio e a riprendere in considerazione il progetto di tornare a galla. Perché quando si ripresenteranno (e lo faranno puntuali come cambiali), ti verrà in mente che «Fare un altro round quando pensi di non farcela è una cosa che può cambiare la tua esistenza». Anche questa è di Rocky. Grande pugile, ma soprattutto grande maestro di vita.

Confidenze