Adolescenti senza tempo di Massimo Ammaniti

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L'adolescenza è sempre più un periodo dilatato che va oltre il suo tempo più o meno naturale. Un saggio ci racconta come affrontare questo cambiamento della società

“Occorre chiedersi se i modelli psicologici e psicoanalitici di lunga tradizione siano ancora in grado di descrivere in modo soddisfacente i processi di transizione verso l’età adulta. Il quadro psicologico dell’adolescenza introdotto da Stanley Hall ai primi del Novecento, pur avendo ricevuto interessanti conferme dalla ricerca più recente, appare poco adeguato rispetto ai cambiamenti sociali intervenuti dopo la Seconda guerra mondiale, dagli anni Cinquanta e Sessanta fino a oggi. È sempre più evidente l’asimmetria cronologica fra lo sviluppo somatico puberale e i cambiamenti psicologici dell’adolescenza. Mentre la maturazione biologica puberale è circoscritta nel tempo e anzi inizia più precocemente, il raggiungimento di un’identità più stabile si prolunga ben oltre l’età dei teenager, per raggiungere e addirittura superare i 30 anni. Allo stesso tempo i processi di identificazione dei giovani con il mondo adulto sono diventati più labili, anche perché gli stessi adulti non sono più modelli stabili cui riferirsi. I gruppi degli adolescenti e dei giovani non seguono più le rotaie costruite dalle precedenti generazioni; hanno, piuttosto, un baricentro proprio, che si colloca all’interno della ‘cultura giovanile autonoma’, come è stata definita dallo storico inglese Eric Hobsbawm, oggi ulteriormente amplificata dai social network. È una vera mutazione antropologica, che riguarda soprattutto le generazioni dei nativi digitali (…). Lo stesso Donald Winnicott, molti anni fa, aveva segnalato il pericolo che gli adolescenti non siano in grado di essere tali al momento giusto, quando avviene la crescita puberale. (…) L’adolescenza nell’ottica dei genitori, che stentano a capire quello che succede nella mente dei figli, ma il cui ruolo continua a essere estremamente importante in una fase della vita, quella giovanile, contrassegnata dalla crisi di identità e dalla confusione personale. Anche i genitori sono costretti a cambiare marcia: quello che valeva in passato, ora non vale più. A loro serve una nuova identità genitoriale”.

Un tempo l’adolescenza era un lungo tempo (in termini di percezione) di passaggio, qualcosa che traghettava l’individuo dalle sponde dell’infanzia a quelle dell’età adulta. Un passaggio difficile, ricco (non uso il termine in modo improprio, ‘pieno’ non avrebbe reso l’idea: le prove della crescita, se portate a termine, diventano le ossa della vita, i denti forti dopo il tempo del latte e delle ‘finestrelle’ e degli apparecchi raddrizzanti) di insidie ma quasi sempre ‘regolato’, riconoscibile nelle sue espressioni e contestazioni e ribellioni.

Le cose sono cambiate, e a dirlo non sono i luoghi comuni ma lo afferma la scienza, rileggendo se stessa, i suoi paradigmi, i suoi momenti storici e culturali. Oggi non si è più adolescenti come si usava esserlo cento o anche solo quindici anni fa. Oggi non è adolescente solo il teenager ma lo è anche il quarantenne, non è adolescente solo il figlio ma lo è anche il padre, non è adolescente solo la figlia, lo è ancora la madre. Questo comporta difetti di comunicazione, difficoltà di educazione, discontinuità nella organizzazione e costruzione della società in tutte le sue componenti strutturali e funzionali.

Come intervenire? Come comprenderne i veri significati e la necessaria funzione? Come riconoscerne i tratti reali (e sempre diversi con il mutare dei contesti) da quelli mascherati, inventati, improvvisati, ‘tradotti’ male? Quali strumenti possono essere utilizzati per far sì che un passaggio da affrontare con belle bracciate alternate a brevi momenti di riposo non diventi un restare svogliatamente a mollo in uno stagno non profondo ma poco pulito?

E come liberarci dall’idea che adolescenza (soprattutto se sventolata come un vessillo ben oltre il suo tempo più o meno naturale) sia l’unico e perfetto sinonimo di giovinezza, estrosità, jeans strappati, amori infiniti, felicità, vita, mito dell’eternità?

Una cosa possiamo farla, come genitori – e non come generatori/riproduttori più o meno casuali – ma anche come imperterriti adolescenti: leggere Ammaniti.

 

Massimo Ammaniti, Adolescenti senza tempo, Raffaello Cortina Editore

 

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