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Toy boy? Anche no, grazie

Cuore

Sarò all'antica, ma l'idea di un giovincello nel mio letto mi fa orrore. Perché una cosa è adorare i ragazzi. Ben altra è avere un toy boy accanto

A 40 anni ho perso la testa per un ragazzo è il titolo di un articolo pubblicato su Confidenze in edicola adesso, che ho letto con grande curiosità. Mi intrigava, infatti, capire come diavolo avesse fatto Simona B. a infilarsi in una situazione tanto bislacca.

Me lo sono domandato perché le coppie alla Macron a me fanno piuttosto impressione, nonostante vada pazza per i giovani di sesso maschile. D’altronde, come non adorarli? Sono belli fisicamente, con i loro corpi marmorei e quell’andamento indirettamente proporzionale della pancia (che non hanno) e dei capelli (di cui sono invece ridondanti).

E poi, sono belli nello spirito: divertenti, pieni di vitalità, simpaticamente cazzoni, freschi come un venticello primaverile e attraenti come potenti calamite.

Tanto entusiasmo, però, non deve trarvi in inganno: dentro di me non si nasconde una seconda Simona B, desiderosa di finire in branda con un giovincello e di sbavargli dietro come una teenager. No, assolutamente no.

Se parlo così, è perché sono mamma di due figli maschi dell’età “giusta” per una liaison simile a quella della lettrice e mi capita quindi di frequentare (in senso ovviamente non biblico) i loro amici.

Di solito succede in montagna, dove almeno un weekend a stagione i (miei) ragazzi vengono con qualche ospite, facendomi un regalo che più gradito non si può.

In quella due-giorni-di-sci-intenso, infatti, il tenerissimo gruppetto mi adotta come fossi un cucciolo di labrador e mi circonda delle classiche attenzioni dovute a una signora di mezza età (!!!).

Ed ecco che cosa succede. Durante la giornata figli e amici mi trascinano sulle piste (lasciano scegliere a me quali), in baita (dove non mi permettono di toccare il portafogli), di nuovo a sciare (solo se ne ho voglia). Poi tutti a casa per la doccia (il primo turno è il mio), quindi in paese a fare la spesa (i sacchetti ovviamente li portano loro) e di nuovo a casa per la cena (che di certo non preparo io). Dopodiché, gambe sotto il tavolo e fino a tarda notte rimaniamo lì, avvolti dal calore di uno spot degli amari.

Dire che vivo quelle ore in preda a una felicità a mille è riduttivo. L’avvenenza da 50 sfumature di grigio, la galanteria e la simpatia di questi ragazzi mi fa scoppiare il cuore. Ma quando arriva l’ora di andare a dormire, sono contenta che i nostri mondi si allontanino.

Mi risulterebbe molto difficile, infatti, risvegliarmi dopo una notte infuocata e parlare di musica  mai sentita (toglietemi tutto, ma non il mio Ramazzotti), app da scaricare (non ho neanche mai capito cosa siano esattamente), case da affittare per le vacanze di gruppo (io voglio partire in due!!!), ambizioni professionali (ho da dire di più sulla pensione) e così via.

Insomma, faccio i miei più sinceri complimenti a Simona B. e al suo fanciullino in erba. Ma rimango dell’idea che ogni età ha delle esigenze. E tra le mie non c’è sicuramente quella di perdere la testa per un toy boy.

Confidenze