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Habibi di Craig Thompson

Mondo

Una graphic novel che ci porta in Medio Oriente, per raccontarci una storia d'amore sullo sfondo dei capitoli del Corano

“Se l’anima trabocca un’altra è in grado di contenerla”

Gli amanti del fumetto lo venerano, il suo Blankets, la storia d’amore per sempre, che dura il tempo di crescere, di Craig e Raina è una vera Bibbia per tutti coloro che tra le nuvole hanno trovato il punto di incontro tra infinite espressioni artistiche.

Anche Habibi è un’opera monumentale, molte le critiche e molte le lodi per una graphic novel che ci porta in Medio Oriente e altera tutte le nostre abitudini di lettura e osservazione. Il nero e il bianco di Thompson diventano il nero di una storia dura e il bianco della speranza e dell’amore, il nero di Zam e il bianco di Dodola. Storia d’amore, storia d’amicizia, storia di perdizione, storia di violenza e di riscatto.

Incontriamo la piccola Dodola nella casa di suo padre. Seduto con lui, un uomo. Nove monete.

“È abbastanza grande?” domanda l’uomo. “È abbastanza grande per sposarsi”, risponde il padre chinando il capo. “È abbastanza grande per…” “Sì”.

Dodola è una bambina. Suo padre un analfabeta. L’uomo uno scriba. Lei sarà la sua sposa.

Comincia così, questa grande storia. Comincia con una smorfia di disgusto, la nostra. È inconcepibile, per noi occidentali, questa religione, questo uso, che consente ad uomini maturi di sposare e deflorare fanciulle in tenera età. Ogni giorno la stampa lancia almeno un titolo gridato per sottolinearne la barbarie, l’aspetto rude e disumano. Chi è musulmano taglia la testa alla propria figlia perché ha osato sfidare i dettami della religione, chi è musulmano indossa come merce di scambio per un paradiso fantastico cinte esplosive e chi è musulmano…in poche parole, è pazzo. Questo crediamo. Questo è comodo credere.

Non è mai facile mettersi nei panni degli altri, capire che la verità non è contemplabile da un cervello umano e che ognuno di noi, ogni sistema culturale, agisce attraverso semplificazioni che somigliano alle mappe geografiche: impossibile rappresentare il tutto. Conoscere, ascoltare, è atto di grande coraggio. Significa mettere in gioco tutte le proprie certezze, le parole dei padri, il peso delle leggi, il senso della giustizia, la promessa di un Dio.

Thompson ha raccontato una storia d’amore (Habibi) nel nome di Dio (Bismillah) attraversando con passo leggero ma deciso i capitoli (sura) del Corano (Qur’an) fino ad arrivare a una risposta di pace.

“Qual è la Jihad più grande?”

“La lotta contro se stessi”

Non nella speranza di una ricompensa né nel timore della punizione

ma per amore.

 

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Craig Thompson, Habibi, Rizzoli Lizard

Confidenze