Il dramma della Terra dei fuochi

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Su Confidenze, la bellissima storia vera di Mariella Romano che ha raccolto la testimonianza di Anna Magri, mamma di Riccardo, la vittima più piccola della Terra dei fuochi

La scorsa settimana su Rai Uno è andata in onda la fiction “Io non mi arrendo”, dedicata al dramma della Terra dei fuochi e alla triste storia del poliziotto Roberto Mancini che per primo indagò negli anni 90 sulla combustione illecita di rifiuti tossici e che finì per essere contaminato proprio dai veleni che voleva denunciare.

La trasmissione è stata seguita da 7 milioni e 250.000 spettatori, con uno share quasi del 28%%, un successo superiore alle aspettative. Nella fiction diretta da Enzo Monteleone, Giuseppe Fiorello interpreta il ruolo del poliziotto Roberto Mancini, che morì il 30 aprile 2014 per una forma di tumore contratto proprio durante gli innumerevoli sopraluoghi che, in qualità di consulente per la Commissione rifiuti della Camera dei Deputati, aveva compiuto nelle varie discariche della Campania. La storia di questo eroe è raccontata nei dettagli anche nel libro Io, morto per dovere (Chiarelettere febbraio 2016) scritto a quattro mani dai giornalisti Luca Ferrari e Nello Trocchia, che avevano  condotto le inchieste giornalistiche sull’ecomafia.

 

Come mai così tante persone hanno seguito il programma? La domanda mi è rimbalzata nella testa, ma dopo aver letto la storia vera “Terra dei fuochi” raccolta da Mariella Romano e pubblicata su Confidenze di questa settimana, ho capito il perché.

Questa emergenza riguarda tutti, non solo la striscia di paesi fumanti rifiuti tossici che va da Caserta a Napoli. Riguarda i fumi industriali dell’Ilva di Taranto e i troppi morti per tumore al polmone nel Salento, così come riguarda le morti per amianto di Casale Monferrato, anche se non causate dai loschi affari della criminalità organizzata.

Vi invito a leggere la storia di Anna Magri, raccontata magistralmente da Mariella Roman nella storia vera “Terra dei fuochi”. È la drammatica testimonianza della mamma di Riccardo, la vittima più piccola della Terra dei fuochi, morto nel 2009 a 22 mesi di leucemia. Eccovene una piccola anticipazione: “Non sapevo che a ogni boccata di ossigeno ingoiavamo veleni. Eravamo tutti a rischio. Per intossicarci e ammalarci non avevamo bisogno di uscire di casa. Bastava affacciarsi al balcone o aprire le finestre. Perché nel caos generale c’era chi, nelle campagne circostanti, ne approfittava per scaricare interi camion di scarti industriali, fanghi cancerogeni, amianto e rifiuti speciali. Poi con la scusa di bruciare rifiuti urbani c’era chi si divertiva a incendiare quei veleni. Noi non potevamo immaginare un tale scempio”. 

 
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