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Invito in Parlamento

Mondo

 

Una delle storie più apprezzate dalla Community Facebook è: Invito in Parlamento di Giovanna Brunitto, pubblicata sul numero 25 di Confidenze. Ve la riproponiamo sul blog 

 

Ho letto la mail e non credevo ai miei occhi: mi avrebbero premiato alla Camera dei Deputati tra i migliori laureati d’Italia e avrei avuto accesso a un master! Ecco perché mi sento di dire ai miei coetanei che, se si dà il massimo, i sacrifici vengono ripagati 

Storia vera di Ilenia Prisco raccolta da Giovanna Brunitto

Ogni persona ha un talento, qualcosa che la rende speciale. Per me, fin da piccola, lo studio è stata una passione totalizzante. Credo di avere una predisposizione: studiare, imparare, apprendere mi viene naturale. Ed è proprio attraverso lo studio che ho raggiunto un traguardo che non mi sarei mai aspettata. Ma vorrei raccontare con ordine. 

Mi chiamo Ilenia, ho 24 anni e vivo a Lusciano, un piccolo paese in provincia di Caserta. In famiglia siamo in quattro, mamma, papà, mia sorella e io. La mia famiglia è stata il sostegno in ogni tappa fondamentale della mia vita, forse possono sembrare parole scontate, ma per me è così nel cuore e nella quotidianità delle cose. Da papà Francesco ho ereditato l’approccio avventuroso e generoso all’esistenza, talvolta anche un po’ ingenuo. Con la sua operosità e umiltà mi ha trasmesso quanto sia importante curare i fiori del proprio giardino prestando attenzione a non calpestare quelli degli altri. Da mamma Pina provengono, invece, la resilienza e l’ostinazione, dote  quest’ultima che  ho ereditato fin troppo. Lei sostiene che nessuna sfida sarà mai insormontabile se prendiamo atto della forza che germoglia dentro di noi anche e, soprattutto, nei momenti ostili. Ci ha insegnato con l’esempio che è proprio nelle tempeste che si impara ad apprezzare la bellezza degli arcobaleni.

Da mia sorella Melania, l’altra metà del mio cuore, ho imparato a farmi strada tra la gente e i luoghi del mondo. Come una bussola, lei supervisiona il mio percorso da quando mi ha tenuta in braccio per la prima volta: mi ha insegnato a rendere più belli i temi a scuola, a diffidare degli invidiosi, ad ammettere quando si sbaglia. È l’unica persona che riesce a strapparmi un sorriso quando proprio sembra impossibile. Insomma, spero sia palese, io amo tantissimo la mia meravigliosa famiglia che considero la fortuna più grande che mi sia capitata. Sono stati loro a spingermi verso lo studio, avevano intuito prima di me che quella era l’”arma buona” attraverso cui trovare la mia strada.

Sono stati anni duri.

Sono per natura una perfezionista che sfiora la cocciutaggine e, sin da piccola, a scuola volevo emergere. Ma sapevo di dover conquistare lodi e bei voti, ho sempre creduto più nel merito che nella fortuna.

 

Ci tenevo a essere preparata per qualsiasi interrogazione a sorpresa potesse capitarmi. Intuivo che il modo per riuscire bene negli studi era essere perseverante e, anche se di tanto in tanto questo mi pesava, non mollavo. Nel tempo libero mi dedicavo, con mia sorella Melania e con alcuni amici, al teatro. Abbiamo fondato una compagnia amatoriale che attraverso un copione, di norma pescato dalla tradizione napoletana, ci trasporta in tempi e luoghi differenti. I nostri sabato sera a fare le prove degli spettacoli sono quanto di più divertente si possa immaginare.

Dal liceo, poi, sono approdata all’università Federico II di Napoli, alla facoltà di  Scienze Politiche. E così è arrivata la fatidica data: novembre 2018. Era un tranquillo pomeriggio infrasettimanale quando mi sono accorta che il display del pc segnalava l’arrivo di una nuova mail. Incuriosita, ho aperto la posta per vedere di cosa si trattasse. Dopo aver letto attentamente il messaggio, sono rimasta per qualche minuto in silenzio. Ero incredula. Ho chiuso il computer e ho aspettato il tempo di riprendermi. La mail era ancora lì. Allora, era vera, non avevo sognato. Almalaurea, un consorzio interuniversitario al quale aderiscono i più importanti atenei italiani, e la Fondazione Italia-Usa che promuove i rapporti e gli scambi culturali e commerciali tra i due Paesi, mi avevano selezionata tra tanti laureati d’Italia e mi avrebbero premiata alla Camera dei Deputati per aver conseguito il massimo dei voti in Scienze Politiche, materia di profondo interesse per la Fondazione stessa. Inoltre, mi avrebbero dato la possibilità di conseguire un master in Marketing, Comunicazione e Made in Italy gratuitamente. Non credo di avere parole per descrivere le emozioni che mi hanno travolto. Mi sono sentita estremamente fortunata per quest’occasione che non capita a tutti e anche profondamente grata perché venivano riconosciuti gli anni di studi che avevo portato avanti. Poi l’ho detto in famiglia e la gioia è diventata incontenibile.

Ho guardato mio papà e mia mamma negli occhi e senza parole ho detto loro grazie. La luce di orgoglio che si è accesa nei loro sguardi è la stata la risposta più dolce e carica d’amore che potevo immaginare.

Così mi è tornato in mente un ricordo di qualche anno prima.

 

Mio padre ha oggi 55 anni e fa il muratore. Da sempre si alza all’alba per andare a lavorare. Svolge un lavoro duro per non farci mancare niente. Una volta da piccola mi portò con sé in un vecchio casolare abbandonato dove avrebbe dovuto smantellare delle vecchie pavimentazioni e realizzarne di nuove. Ero curiosa di vederlo all’opera e, nonostante mi intimasse di non avvicinarmi troppo a lui perché avrei potuto tagliarmi o sporcarmi di polvere, io iniziai a sollevare secchi e secchielli, a passargli gli attrezzi meno pesanti e ad accarezzargli la schiena mentre era accovacciato. Mi disse che le mie mani non avrebbero mai dovuto lacerarsi come le sue e che avrei invece dovuto lavorare col mio cervello. Io glielo promisi e adesso quella promessa era stata portata a termine. C’era anche un altro impegno che avevo preso da piccola e che adesso potevo mantenere. Ai miei nonni, in particolare a nonno Antimo, un uomo appassionato di politica, avevo giurato che un giorno sarei arrivata in Parlamento, avrei fatto sentire la mia voce e lui avrebbe potuto guardarmi dalla tivù. Non è stato un monitor la finestra dalla quale si sono affacciati i miei nonni, ma il maxischermo del cielo e va bene lo stesso. Nel mio cuore l’amore che mi hanno dato è sempre vivo.

Poi è arrivato il giorno della consegna del premio. Per arrivare a Roma da Lusciano ci vogliono due ore e a ogni chilometro aumentava la mia agitazione. Davanti all’entrata della Camera dei Deputati ho raccolto le forze e piena di gioia mi son fatta avanti. Mamma e papà hanno scelto il mio nome con cura, Ilenia deriva dal greco e significa “simile al sole”, e in quel momento, entrando alla Camera, mi sono sentita davvero splendente.

Da novembre sono accadute un sacco di cose, sono arrivati tanti attestati di stima. Io, più carica di prima, ho ripreso gli studi per la Laurea Magistrale e il Master insieme. Vorrei dire ai ragazzi della mia età che abbiamo il dovere verso noi stessi prima che verso gli altri di dare il meglio, di cercare di trovare quella passione che è solo nostra e farla emergere, tirarla fuori. A volte è difficile, eppure l’impegno e i sacrifici ripagano. Magari, com’è capitato a me, i riconoscimenti arrivano su sentieri inaspettati ed è proprio allora che bisogna tirare un sospiro e sorridere, abbracciare i propri sacrifici e ringraziarli per averci formati. E sull’onda dell’entusiasmo andare avanti. ●

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