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Moon: 50 anni dall’allunaggio

Mondo

In questa ridda di celebrazioni dedicate ai 50 anni dallo sbarco di Armstrong vi consiglio questo libro: 11 racconti per altrettanti scrittori, a tu per tu con la luna

  1. Como a todo poeta/ lafortuna  o el destino/ le dìo una suerte rara/ iba por Iosa caminos de Ferrara/ y al mismo tempo iba por la luna

(Come ad ogni poeta/ il destino gli diè una sorte rara:/ andava per le strade di Ferrara/ e al tempo stesso andava per la luna).

Così J . L. Borges canta Ariosto, che col suo OrlandFurioso ci portò tutti sulla luna. Quest’anno, per i 50 anni dello sbarco di Armstrong  è lei, la luna, la grande protagonista . Ma lo è sempre stata. Il sole è la vita, la luna è il sogno, e i poeti l’hanno da subito fatta loro. Chfai tu luna in ciel, dimmi che fai, silenziosa luna?

Leopardi ci parla, le confida ciò che non direbbe a un uomo. In questa ridda di celebrazioni dedicate al grande giorno in cui un astronauta ci camminò sopra balzelloni, mi ha colpito Moon, 50 anni dall’allunaggio (a cura di Divier Nelli). Un libro di racconti scritti da 11 autori, con la spiritosa prefazione di Tito Stagno, il primo ad annunciare l’evento dal TG della Rai, ciò che ha offuscato ogni suo altro merito di una militanza giornalistica molto più varia. La luna mi ha giocato un brutto scherzo. Per tutti sono ormai l’uomo della luna, trasformandomi da inviato in qualunque posto e pioniere della Televisione, in una specie di curioso astronauta senza l’attrezzatura, la preparazione, il coraggio di quei tre miei coetanei, lassù,  tutti come me del 1930.

È raro un libro corale dalle voci così intonate, e diverse l’una dall’altra. L’armonia che le unisce è lo slancio che muove gli autori. Ognuno s’ è abbandonato al tema con le invenzioni più personali, dai sentimenti alla fantascienza, ognuno s’è messo a tu per tu con la luna. Il titolo segreto di ogni racconto è lo e la luna. Impossibile raccontare  in un articolo gli undici piccoli romanzi (e film, e confessioni) che compongono il libro. I primi autori in ordine di apparizione: Giulio Leoni, Monica Campalo, Stefano Fazzi, Leonardo Gori, Fabiana Catani, Divier Nelli…Di un solo racconto vorrei parlare, Il lato scuro della luna, di Mariano Sabatini, che è uno dei miei scrittori preferiti, grande nei personaggi e nel linguaggio, e che perfino in un romanzo nero come Primo venne Caino, in mezzo agli orrori riesce a trasmettere un irruente senso di speranza. Ma qui ci fa una grande sorpresa letteraria: è un altro Sabatini, che riesce a ritrarre la permanenza della miseria umana, il trionfo delle piccole beghe, insicurezze, arrivismi, sui quali nulla può la luna.

Un Sabatini potente nel pessimismo, che si avvicina a Gogol nel ritratto corrosivo di un piccolo uomo, durante i giorni dello sbarco. L’impresa di Armstrong e Aldrin, questo trionfo della ubris umana, l’antico sogno raggiunto, non sfiorano Osvaldo, il protagonista, un topo di corridoio della Rai, un torpido ambizioso giornalista che nel grande evento vede solo una possibilità di carriera, e vorrebbe impadronirsi della luna ovvero essere lui ad annunciarla in tv, e per questo è capace delle azioni più nere. È un animale a un solo programma, vede tutto in termini di competizione, e mentre la luna va nei cieli lui striscia fra pettegolezzi e invidiose soddisfazioni, fino a macchiarsi di un’azione ignobile. Osvaldo diventa il simbolo della disperazione di una vita senza trascendenza, abitata dal rimorso. L’uomo è andato sulla luna, e lui è solo davanti al suo fallimento terrestre. La luna passa sulle nostre teste e noi non la vediamo, impermeabili alla bellezza.

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