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Lanterne di carta

Mondo

Avete rispettato tutte le tradizioni per iniziare l'anno con il piede giusto? Io sì e ne ho aggiunta una: quella delle lanterne di carta

Buon Anno care lettrici di Confidenze, come avete trascorso questi primi giorni del 2019?

Inutile negarlo anche per i meno scaramantici iniziare l’ anno con il piede giusto è d’obbligo.

La tradizione impone che sia un uomo a fare gli auguri per primo perché porta fortuna. Così come, aprendo la finestra il primo dell’anno, se la prima persona che si vede passare è di sesso maschile allora porta buono. E poi c’è il classico rito gastronomico del “chi non lenticchia non conticchia” che impone di mangiare cotechino e lenticchie, simbolo di opulenza e ricchezza. Io che di natura sono fin troppo razionale, ho cercato di rispettare queste piccole tradizioni e allora il Primo dell’Anno ho telefonato subito a mio papà (il consorte non vale troppo semplice…) per sentire una voce maschile e la sera di Capodanno ho indossato qualcosa di nuovo e qualcosa di vecchio (no il rosso no, questo non ce la faccio proprio…).

E anche se nel menu del cenone non c’era cotechino e lenticchie mi sono rifatta abbondantemente in casa il giorno dopo.

Ma soprattutto ho cercato di buttarmi alle spalle con l’anno vecchio (dodici mesi impegnativi e tutti in salita) anche le piccole amarezze quotidiane, gli inciampi della vita, le persone che ti hanno deluso o a cui ho dato erroneamente fiducia, e tutto quel carico di pensieri, affanni e recriminazioni che ho visto idealmente salire in cielo come lanterne di carta che si accendono nell’aria proprio la notte di San Silvestro per diventare puntini luminosi sempre più piccoli e lontani.

Ecco io auguro  a tutte voi di fare lo stesso: trattenere solo i giorni buoni  dell’anno passato e farne tesoro, trasformando invece le preoccupazioni e i dispiaceri in puntini lontani da guardare senza affanno. D’altronde non è parte della tradizione popolare bruciare l’anno vecchio (spesso rappresentato da un fantoccio con le sembianze di un vecchio) per far spazio al nuovo? Leggete la storia di Annalucia Lomunno “Dodici rintocchi a mezzanotte” perché secondo me contiene una medicina per tutti gli innamorati infelici, e una speranza per cominciare il nuovo anno con ottimismo. Buon 2019 a tutti.

 

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