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Lui è romantico?

Mondo

Un immaginario dialogo con Ugo Foscolo, scrittore simbolo del romanticismo, tornato sulla terra per aprirci gli occhi sul vero senso dell'essere romantici

“Mio marito non è per niente romantico. Non mi ha mai regalato un fiore, non si ricorda mai del nostro anniversario”. “Il mio ragazzo è molto romantico. A San Valentino mi fa sempre dei regali avvolti nella carta a cuoricini”.

Ma chi è quest’ombra minacciosa, che protesta? È lui, il grande romantico, Ugo Foscolo, tornato per un istante sulla terra per  prenderci a bastonate, vedendo come usiamo adesso la parola “romantico“. Ma siete matti? Ma come vi permettete? Avete rovesciato il senso originario fino a farlo significare sentimentale. Il romanticismo era tutto il contrario, nemico fierissimo del sentimentalismo, era un movimento che rivendicava la passionalità, la furia dei sentimenti, l’intuizione, l’arte e l’amore come espressione immediata, la naturalezza più sfrenata. Noi amavano gli eroi di Shakespeare, le passioni a costo della vita, ce ne ridevamo della prudenza e dei riti domestici- mi ci vedete a me, a regalare i baci di cioccolata? Noi professavamo una fede febbrile nel rischio. Il famoso personaggio di Goethe, il giovane Werther, se ne strafrega degli anniversari. Altro che carta coi cuoricini. Innamorato pazzo di Carlotta, che civetta con lui, ma al dunque resta col suo fidanzato, non perde tempo in convenevoli. Quando capisce che lei è irreparabilmente avviata a sposarsi con l’altro,  si spara una fucilata. Altro che pensierini per San Valentino! E vi potete immaginare lord Byron che si ricorda di un anniversario?  Il bellissimo Byron, l’eroe zoppo che sorvola la sua infermità correndo come un turbine a cavallo, nuotando audacemente, in bravate acquatiche a un passo dal suicidio, amante delle donne, dei giovinetti, della sorella, Byron il dèmone, crudele con la moglie, gli amanti, la figlia? Quelli che hanno sempre un fiore in mano sono spesso melensi, non romantici. I mariti traditori, di solito, sono formalmente i più premurosi. Non si lasciano scappare una data, quelli. Nel film di Ingmar Bergman Scene da un matrimonio, le tragedie della vita sono tutte intessute dalla cadenza delle ricorrenze, dei fiori, dei regali, che li circondano senza scampo. Dite “sentimentale”, non dite romantico”.

L’ ombra si allontana. Ma io, da adesso, ci starò attenta a non usare la parola in modo improprio, tante volte dovesse ritornare Foscolo…

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