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Modern Love di Daniel Jones

Mondo

Modern Love è la seguitissima rubrica del New York Times che ogni settimana pubblica storie d'amore inviate dai lettori. Ora il suo curatore Daniel Jones le ha raccolte in un libro

“Che cos’è una storia d’amore? Come curatore della rubrica Modern Love, me lo domando tutti i giorni. Mentre provo a districarmi fra gli ottomila e più scritti autobiografici che ogni anno mi si riversano sulla scrivania, sono costantemente obbligato a chiedermi: questa è una storia d’amore? E quest’altra? Se il «New York Times» è un quotidiano di riferimento, ne consegue che le mie scelte determinano le storie d’amore di riferimento? Alla partenza della rubrica, nel 2004, noi che l’avevamo ideata abbiamo convenuto su un’accezione ampia della parola «amore» perché non volevamo limitarci a trattare l’amore romantico. Speravamo che i vari brani potessero esplorare, insieme alla luce, l’oscurità; indagare sia le gioie sia i dolori derivanti dai tentativi che ognuno fa, per tutta la vita, di entrare in intimità con altri esseri umani. Le storie più toccanti avevano sempre per oggetto rapporti che avevano già fatto un po’ di strada: le tribolazioni in un matrimonio di mezza età, la fatica dell’essere genitori e la perdita di persone care. Il tratto decisivo di qualunque storia d’amore è la vulnerabilità. E questa vulnerabilità può assumere molte forme: comunque sia, si tratta però sempre di esporsi alla possibilità di soffrire, ma anche – ecco il punto! – alla possibilità di un contatto. L’una cosa implica per forza l’altra. Volendo tentare di stabilire cos’è una storia d’amore, è opportuno stabilire prima che cosa sia l’amore; ma la china rischia di essere ancor più scivolosa, perché anche qui tendiamo decisamente a infiorettare. Comunque, dal canto mio – cioè di uno che negli ultimi quindici anni ha letto, scorso o comunque classificato più o meno centomila storie d’amore – l’amore, quando va bene, più che a una rosa somiglia a un arnese da lavoro: ruvido, sporco ma anche duraturo. Sempre arduo, però, da descrivere a parole”.

Bella. Bella lettura, giuro. Si lacrima, eccome, anche se i racconti scelti e inseriti in questa antologia sono scritti con l’inchiostro dell’amore oltreoceano, quello che ha imparato a raccontarsi – nelle pagine di narrativa – eliminando la cifra eccessivamente romantica, eccessivamente trita e ritrita. L’amore passa ovunque, come l’acqua si infiltra, penetra, disseta o crea falle, provoca muffe o fa crescere biosistemi. L’amore è ascolto e relazione, riflessione e processo di cambiamento, è fare dieci passi indietro, saltare e raggiungere rive opposte. L’amore è spesso atto privato, ripiegamento interiore, salvezza in solitaria.

Quattro macroaree raccolgono racconti vari ma mai eventuali, storie dai tratti minimi e dalla ‘capacità’ di vite intere. L’amore come partenza, l’amore come svolgimento, l’amore come addio.

E mentre leggevo pensavo ad un altro luogo, di carta come il NYT, che conosco bene e che d’amore si occupa da molto prima che io nascessi, che l’amore lo ha visto cambiare insieme alle epoche, ai decenni, alle mode, agli usi e ai costumi. L’amore per un uomo o per una donna, per i figli, per gli animali, per i viaggi, per gli amici, l’amore come felicità e l’amore come delusione, come consistenza e come sogno.

Sono oltre settant’anni che Confidenze pubblica ogni settimana oltre dieci storie, tutte firmate come quelle della rubrica del NYT. Leggere l’amore che racconta le vite vere è un buon modo per capirlo meglio, per curare la fragile rosa, per non farsi male con il pesante ma necessario arnese da lavoro.

  

Daniel Jones, Modern Love, Rizzoli

Confidenze