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A proposito del Giorno della Memoria

Mondo

Ha ancora senso commemorarlo? Ecco una serie di motivi per dire di sì

Qualche anno fa, Elena Loewanthal, scrittrice ed esperta del mondo ebraico, fece scalpore per un pamphlet dove metteva in dubbio l’utilità delle celebrazioni per il Giorno della Memoria. L’autrice denunciava quel senso di cerimonia stanca, vuota e anche di saturazione, noia ed estraneità che colpisce specie i più giovani, costretti a partecipare a giornate di cui non avvertono il peso e il significato (“ma io cosa c’entro?” è la domanda che tanti ragazzini si fanno), arrivando così alla conclusione che il Giorno della Memoria sia in realtà un errore collettivo, un modo per alleggerirci le coscienze dai sensi di colpa.

Il saggio dell’autrice torinese (Contro il giorno della memoria, Add editore Torino, 2014) mi è tornato in mente in questi giorni in cui si moltiplicano le iniziative in ricordo della Shoah e mi sono chiesta anch’io se questa commemorazione forzata - istituita, in Italia, dalla legge 20 luglio 2000 n. 211 “al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte…” -  non diventi ogni anno sempre più sterile e priva di partecipazione.

A mano a mano che aumenta la distanza temporale tra noi e quei fatti avvenuti e che scompaiono le testimonianze dirette di chi ha vissuto i giorni orrendi della guerra, è naturale che sorga un senso di lontananza e di estraneità, specie nelle nuove generazioni. Ma è proprio quello che bisogna evitare, soprattutto in momenti di rinnovato sentimento razzista.

Mi ha colpito l’altro giorno la testimonianza di Liliana Segre, senatrice a vita, ospite al Teatro alla Scala di Milano, gremito come non mai di tantissimi giovani: “Da vittima della Shoah anch’io sono stata clandestina. so cosa vuol dire essere nella terra di nessuno quando nessuno ti vuole, come si sta quando le frontiere sono chiuse e si ergono muri… So cosa vuol dire vedersi negare l’asilo e sentirsi dire che non è vero che si è perseguitati e che non c’è posto per nessuno”.

Ecco forse se la storia non può tornare indietro, di certo può ripetersi sotto nuove forme di intolleranza. E allora riavvolgere ogni anno il filo della memoria, consegnarlo idealmente alle nuove generazioni perché ne abbiano cura, può avere un suo senso.

Su Confidenze trovate la storia vera Il dolore dei ricordi di Anna Luchetta, la testimonianza di una vita ordinaria, stravolta a suo modo da un episodio che irrompe con violenza nei ricordi del figlio della protagonista, e che dà il senso dell’importanza di quel trasmettere per non dimenticare.

Nei prossimi giorni le nostre città saranno dense di appuntamenti e manifestazioni, non potendo riportarle tutte abbiamo citato solo le principali, può essere un’occasione per passare una domenica diversa con i propri figli o con la dolce metà, sicuramente lo è per partecipare a quel senso di memoria collettiva che contraddistingue una civiltà.

 

Milano: La posa delle “Pietre d’inciampo”: da giovedì 24 gennaio Milano onorerà la memoria di 30 cittadini milanesi deportati e assassinati nei lager nazisti attraverso la posa di altrettante “Pietre d’Inciampo”.

L’iniziativa, promossa dal Comitato per le “Pietre d’Inciampo” Milano, presieduto dalla Senatrice a vita Liliana Segre, con l’adesione del Comune di Milano e di “Milano è Memoria”, è parte integrante del più grande progetto monumentale europeo per tenere viva la memoria di tutti i deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti che non hanno fatto ritorno alle loro case.

La cerimonia si terrà venerdì 25 gennaio alle ore 11.30 presso il Comando dei Vigili Urbani in Piazza Beccaria alla presenza di Liliana Segre, della vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e di Gunter Demnig, l’artista tedesco che ha creato il movimento “Pietre di Inciampo” come reazione a ogni forma di negazionismo e di oblio, per ricordare tutte le vittime del Nazional-Socialismo, che per qualsiasi motivo siano state perseguitate: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali.

 

Roma: Concerto MuSa – Musica Sapienza per il Giorno della Memoria 2019

Sono oltre 170 gli appuntamenti previsti dall’amministrazione capitolina. Si comincia Venerdì 25 gennaio 2019, alle ore 19.00, presso la Sala prove MuSa al piano terra del Rettorato della Sapienza Università di Roma, dove si terrà l’annuale concerto dedicato alla celebrazione del Giorno della Memoria, con i cameristi di MuSa Classica e il Coro MuSa Blues.

Introdurranno le musiche alcune letture tratte da varie opere di Primo Levi, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita.

Segnaliamo anche la mostra “Testimoni dei testimoni” incentrata sul racconto di Auschwitz,  che si inaugura il 25 gennaio presso il palazzo delle Esposizioni e che rientra nella kermesse “Memoria genera Futuro”, giunta alla sua terza edizione.

 

Napoli: spettacolo teatrale:  Janusz Korczak – L’ultima Strada Per Treblink

Il 24 gennaio alle 18.30 va in scena al Convento di San Domenico Maggiore in anteprima nazionale lo spettacolo teatrale  Janusz Korczak – L’ultima Strada Per Treblinka – scritto e diretto da Roberto Giordano, attore e regista napoletano. Lo spettacolo è una rivisitazione storica della vita nel ghetto di Varsavia di Henryk Goldszmit, entrato nella storia con il suo nome d’arte Janusz KorczakA inaugurarlo ci saranno le autorità del Comune di Napoli e la prof.ssa Suzana Glavaš, docente all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, figlia di una sopravvissuta alla Shoah in Croazia, filologa e studiosa della Shoah.

 

Venezia: la mostra:  Shoah. L’infanzia rubata

Con più di 60 appuntamenti sparsi tra la città lagunare i comuni limitrofi, Venezia inizia le celebrazioni  il 27 gennaio al teatro Goldoni a partire dalle 11 alla presenza del sindaco Luigi Brugnaro, con la rappresentazione del teatro Canzone “Caffè Odessa” di Miriam Camerini.

L’Università Ca’ Fascori invece ha inaugurato dal 10 gennaio  la mostra Shoah. L’infanzia rubata, con la partecipazione della sezione musicale della Scuola Dante Alighieri e la classe di Arpa del Liceo Musicale Marco Polo di Venezia.

L’esposizione, realizzata dall’Associazione Figli della Shoah con il contributo del Fondo Internazionale di Assistenza alle Vittime del Nazismo, Legge 249/2000 e della Conference on Jewish Material Claims Against Germany, ha come tema la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei durante gli anni della persecuzione nazifascista, quali il diritto al gioco, alla dignità, alla salute, all’identità, all’istruzione, alla libertà, alla tutela e, per ultimo, alla vita.

 

Palermo: la mostra “Viaggio nella Memoria” di Giuseppe Mazzola

Si inaugura sabato 26 gennaio all’Orto Botanico, e prosegue fino al prossimo 17 febbraio, la mostra di Giuseppe Mazzola “Viaggio nella memoria”, dedicata alla Shoah. Per realizzarla l’autore non solo è entrato in diversi campi di concentramento, Auschwitz-Birkenau, Theresienstadt e Dachau raccogliendone fotograficamente tracce e testimonianze, ma ha cercato anche altre testimonianze come quelle legate al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano da cui, tra il 1943 e il 1945, partirono 23 treni diretti ad Auschwitz.

 

 

Confidenze