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Se scegli un libro azzecchi il regalo

Mondo

Una volta minacciava la riuscita del mio Natale. Mentre oggi ricevere un libro mi rende felice

Primi fra tutti ci sono ombrelli e cravatte, classici regali che, ancora impacchettati, li hai già riconosciuti. Ma tra le confezioni che non hai bisogno di aprire per capire cosa contengono esistono anche quelle dei libri.

Individuarli è talmente a prova di bambino che quando ero  piccola (ricordo benissimo) controllavo in preda al terrore che sotto l’albero non ci fossero volumi destinati a me. Perché la sola idea che qualcuno potesse regalarmi un libro mi sembrava una cattiveria allucinante, visto che qualsiasi cosa mi sarebbe piaciuta di più.

Refrattaria alla lettura fino a una certa età, di colpo ho scoperto la bellezza di isolarmi dal mondo per immergermi in un romanzo o, meglio ancora, in una biografia. Così, mi sono trasformata in una divoratrice di titoli, pronta a sceglierli seguendo l’istinto, affidandomi al passaparola, oppure facendomi convincere dalle recensioni dei giornali.

Qualche nuovo spunto, per esempio, l’ho trovato nello speciale Un libro ti salva, pubblicato su Confidenze in edicola adesso. Cosa mi ha colpito di più? Il sommario che recita: “è il pensiero perfetto per le persone a cui vuoi bene e un modo semplice per fare una carezza a te stessa”.

Niente di più vero, in entrambi i sensi: i volumi è bello sia regalarli sia riceverli. E se io tendo a donare titoli che mi sono piaciuti da morire per assicurare le mie stesse emozioni al destinatario, ricevendone mi è capitato di conoscere autori che non avrei mai scelto. Oppure di leggere romanzi che avevo trascurato perché mi sembrava non facessero per me.

Ma c’è un altro dettaglio importante: scambiandosi i libri si può dare il via a vivaci dissertazioni, rese ancor più accese quando i gusti non coincidono. Ne sono convinta al punto che un giorno ho fatto una terribile gaffe, pensando invece di innescare un interessante dibattito.

A un’amica che mi aveva regalato due titoli, ho confessato in buona fede che uno mi era piaciuto molto e l’altro per niente. Oltre che sincera, per me la dichiarazione era doverosa. Perché non significava che non avessi apprezzato il dono, ma il lavoro dell’autore. Mentre lei ci è rimasta così male che mi sono sentita male pure io.

Quindi, annaspando ho cercato goffamente di rimediare. Ma l’amica era troppo mortificata e aggiungere altre parole voleva dire girare il coltello nella piaga. Peccato, perché il mio (infelicissimo) commento corrispondeva a quelli che si fanno quando si esce dal cinema: tutti dicono la loro sul film e a nessuno viene in mente di offendersi.

Detto questo, l’incidente diplomatico è ormai ufficialmente superato. Infatti, recentemente la stessa amica mi ha regalato un nuovo romanzo. E io ho interpretato il gesto come un segno d’amore e di pace: bello o brutto che sia, un libro è comunque il pensiero perfetto per le persone a cui vuoi bene.

Confidenze