Sono grassa come un pallone

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Con il lockdown, in molte abbiamo preso le sembianze di un pallone. Ma adesso basta: è ora di risvegliare il metabolismo e di rimetterci in forma

Chiedetemi tutto, ma non il mio peso. L’argomento, già imbarazzante di suo, negli ultimi tempi si è trasformato addirittura in un tabù. Infatti, nonostante la ginnastica quotidiana e un’alimentazione priva di tutte le pizze e le torte di cui ho sentito parlare durante il lockdown, è lievitato.

Come dicevo, non rivelo quello che, invece, malignamente rivela l’ago. Ma comunico ufficialmente un aumento di 2,5 dannati chilogrammi. La ferale notizia è arrivata questa mattina a casa di mia mamma, dove nel bagno troneggia una bilancia professionale su cui faccio un salto ogni volta che vado a trovarla. La penultima a fine febbraio e l’ultima, appunto, in questa scioccante giornata rivelatrice.

Da un lato scoprirlo mi ha lasciata basita, visto che non ho riempito il vuoto sociale della quarantena con particolari stravizi gastronomici. Dall’altro, però, la cintura sempre più stretta (fra un po’ mi taglia in due) lasciava intuire una certa dilatazione del mio giro vita.

In un altro momento storico sarei qui a raccontarvelo straziata e preoccupata per la prova del costume che attanaglia tutte le donne all’inizio della bella stagione. Invece, condivido il fisico bolso con filosofia, psicologicamente aiutata dalle novità che l’estate 2020 porterà con sé.

La prima: non è certo che quest’anno riusciremo a indossare interi e bikini. Soprattutto noi lombarde che, ancora blindate nella nostra regione-lazzaretto, decreto dopo decreto vediamo il mare sempre più lontano (se va avanti così, non è escluso che potremo andarci nel ponte di novembre).

La seconda: un simpatico straterello di grasso pare abbia ricoperto molte di noi, neanche fossimo arrosti pronti per essere messi nel forno. E se lo affermo è perché che non c’è persona sentita di recente che non si sia dilungata sulla sua silhouette perduta.

Certo, mal comune è mezzo gaudio. Però, costume o non costume è giunta l’ora di fare qualcosa. Per esempio, andare (anzi, correre) in edicola a comprare Confidenze, che su questo numero propone un’efficace programma di remise en forme a suon di gym e cosmetici formulati per recuperare curve a clessidra.

E poi, dare una botta al metabolismo per cercare di risvegliarlo. Il mio, per esempio, sono convinta che non stia dormendo ma che sia completamente narcotizzato. D’altronde, poverino, di colpo l’ho obbligato a un letargo feroce e inaspettato.

Prima del Covid-19, infatti, oltre alla ginnastica della mattina (che faccio tutt’ora), il mio corpiciattolo sciava almeno una decina di ore alla settimana. Si spostava da casa alla redazione e ritorno. Di giorno saltellava su e giù dalla moto. E alla sera camminava fino al cinema.

Dall’8 marzo, invece, l’ho costretto a deambulare nei pochissimi metri della casetta in cui vivo da quando il mio appartamento è in ristrutturazione. E la volta in cui finalmente l’ho spinto fuori dal portone perché il lockdown aveva mollato la sua stretta, l’ho sottoposto a una fatica immane, ormai disabituato a compiere più di cinque passi di fila.

Data la situazione, come prendersela con lui se si è arrotondato come un pallone da calcio, lo sport che da mesi nessuno gioca più? Impossibile. L’unica soluzione per riportarlo in linea è riprendere a muoverlo. Ma piano, piano. Perché dopo tanta inattività, il solo sollevare la confezione dell’acqua minerale significa imporgli una punizione sovrumana. Che, sinceramente, questo pallone gonfio come un otre non si merita.

Confidenze