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3 cose che non devi fare quando vuoi dimagrire

Natura

Spesso anche chi segue una dieta non riesce a ottenere i risultati attesi. Le cause del mancato dimagrimento vanno ben indagate, ma questi tre sono motivi di insuccesso molto comuni

Ti sei messa a dieta, stai facendo tanti sacrifici, il piacere del cibo, la socialità e la qualità di vita ne hanno risentito e nonostante tutto non ottieni i risultati che ti aspettavi? Forse stai facendo qualche errore importante, magari in maniera inconsapevole, che va a sabotare gli sforzi per perdere peso. Nella mia esperienza, tra i principali sbagli che chi desidera dimagrire compie più di frequente – vuoi per responsabilità propria, vuoi perché male consigliata, persino da professionisti del settore – ci sono questi tre.

 

1) Privarsi dei grassi

Una dieta che limiti eccessivamente i lipidi è destinata nel lungo periodo a fallire. I grassi non solo sono nutrienti essenziali, ma hanno anche un ruolo importante nel dimagrimento, perché riducono l’indice glicemico degli alimenti contemporaneamente assunti, aumentano il senso di sazietà e, naturalmente, rendono i cibi più appetibili e gustosi. Certo, vanno consumati con attenzione e ben sapendo che ci sono grassi e grassi: dai allora la preferenza ai grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva extravergine e dell’avocado, ai grassi polinsaturi della frutta in guscio e del pesce azzurro, senza dimenticare le uova, che li contengono entrambi. Lascia invece al supermercato i prodotti light, dove i grassi sono stati eliminati e il loro posto è occupato in genere dallo zucchero.

 

2) Mangiare troppo poco

L’idea è intuitiva: smettendo di mangiare, si dimagrirà senz’altro. Questo però è vero solo nel breve periodo, mentre alla lunga la riduzione eccessiva dell’introito calorico rischia di non far perdere più neanche un etto, persino quando ci si alimenti come canarini. Mangiare in modo insufficiente provoca la perdita di massa muscolare, proprio ciò che invece serve per mantenere attivo il metabolismo, oltre che per restare tonici e senza quell’aspetto “patito” che procurano molte diete. La ragione è di carattere genetico: nel corso della storia evolutiva, il corpo si è adattato, per sopravvivere, anche all’indisponibilità di risorse alimentari. Lo ha fatto imparando a diminuire i consumi, ovvero rallentando il metabolismo. Il tuo organismo non sa che oggi hai la dispensa piena di ogni ben di Dio e continua a “ragionare”, in termini biologici, nello stesso modo, interpretando la restrizione calorica come una carestia o qualche analogo evento avverso. L’attenzione alle calorie ci vuole, ma il troppo stroppia.

 

3) Rinunciare al movimento

Dobbiamo farcene una ragione: se non si dedica almeno una piccola parte del tempo all’esercizio fisico, è impensabile dimagrire in modo sano e duraturo. Comincia pure con qualcosa di soft, come il semplice camminare, che è un attività facile e alla portata praticamente di tutti. Camminare a passo sostenuto per 45 minuti nella maggior parte dei giorni della settimana ti consentirà di rivitalizzare il metabolismo, di migliorare la sensibilità dei tessuti all’insulina e di mettere su massa muscolare al posto di quella grassa. La passeggiata regolare, tra l’altro, esplica i suoi effetti sulla salute dell’intero organismo, rinforzando le ossa e il sistema immunitario e mantenendo in buona funzione praticamente ogni organo del corpo, cervello compreso.

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