Infiammazione: 3 metodi per ridurla naturalmente

Natura

L'infiammazione è una reazione benefica, ma non se dura indefinitamente, altrimenti può essere implicata in una folta serie di malattie. Impariamo a tenerla sotto controllo naturalmente

 L’infiammazione è una risposta di difesa dell’organismo addirittura vitale. Se il nostro corpo non fosse fisiologicamente capace di sviluppare una reazione infiammatoria non saprebbe contrastare il più banale degli agenti patogeni, né guarire i tessuti danneggiati. Insomma, senza infiammazione non sopravviveremmo a lungo.

Il problema è che, per tante persone, l’infiammazione è un fuoco che brucia sempre, magari sotto la cenere (si parla proprio di infiammazione di basso grado, low grade inflammation), ma sufficiente per tenere alta la temperatura della stanza – per continuare nella metafora – e riattizzarsi al minimo refolo, tornando ad ardere.

Quando l’infiammazione diventa cronica, da risposta difensiva utile si trasforma in reazione nociva, in grado di provocare danni. Oggi sappiamo bene che l’infiammazione protratta nel tempo è tra i big killer, i principali fattori che incidono negativamente sulla salute. Tante malattie “moderne” hanno infatti una base infiammatoria comune: l’infiammazione cronica, seppur impercettibile, causa o contribuisce a causare patologie tra le più disparate, che vanno dalle malattie cardiovascolari, come l’infarto, a quelle neurodegenerative, quali l’Alzheimer, dalle malattie osteoarticolari al diabete di tipo 2, dai disturbi dell’umore al cancro.

Ci sono diversi metodi per ridurre l’infiammazione naturalmente. Questi tre sono gli aspetti su cui suggerisco di intervenire prioritariamente.

 

1 – Perdere peso

Perdere grasso corporeo è la prima cosa da fare per normalizzare il livello di infiammazione cronica. Le persone in sovrappeso presentano infatti, tipicamente, uno stato infiammatorio, misurabile ad esempio attraverso i valori nel sangue di parametri quali la proteina C-reattiva o PCR. Questo avviene perché le cellule adipose hanno la capacità di secernere molecole infiammatorie. In breve, più siamo grassi e più siamo infiammati. Al contrario, dimagrire riduce l’infiammazione, come ben documentano gli studi clinici. Questa indicazione vale solo se la dieta è ben calibrata e fa perdere grasso e non muscolo e, ovviamente, se si hanno chili in eccesso e non invece si sia sottopeso.

 

2 – Risanare l’intestino

L’infiammazione cronica parte spesso dall’intestino. Quando il popolamento di microrganismi che lo popola, il cosiddetto microbiota, non è in equilibrio (una condizione definita “disbiosi”), la permeabilità della parete intestinale aumenta (si parla di “intestino poroso” o “leaky gut”), vengono prodotte molecole infiammatorie in eccesso (come l’LPS, fortemente proinfiammatorio) e si può verificare un’immissione nella circolazione sanguigna di sostanze che riescono a determinare processi flogistici anche a distanza dal colon, facendo danni potenzialmente a qualunque livello. La salute dell’intestino è argomento complesso, ma la prima regola, che potete mettere in pratica autonomamente fin da subito, è optare per una dieta realmente varia, non monotona, non selettiva, che non escluda categorie di alimenti e non esageri, per converso, con altre, che sia imperniata su cibi freschi, poco o affatto trasformati industrialmente e senza aggiunte di zucchero, grassi, additivi. E, soprattutto, che si tratti di un’alimentazione improntata alla semplicità e alla frugalità.

 

3 – Scoprire le proprie sensibilità alimentari

L’ultimo dei punti della mia terna preferita di strategie per abbassare l’infiammazione naturalmente riguarda l’esame di eventuali reazioni avverse a determinati alimenti, e quindi la loro corretta gestione. Al di là di cibi e sostanze che sostengono l’infiammazione cronica in tutte le persone, come lo zucchero, altri possono farlo in modo strettamente individuale: alimenti perfettamente sani sono in grado di risultare dannosi per alcuni soggetti, esacerbando la risposta infiammatoria e scatenando reazioni di varia natura e localizzazione (apparato digerente, pelle, articolazioni, sistema nervoso ecc.). Se sospettate che certe sostanze vi stiano provocando manifestazioni indesiderate o abbiano un ruolo nell’insorgenza o nel mantenimento di specifici disturbi (intestino irritabile, patologie autoimmuni, stanchezza, dermatiti ecc.) di cui soffrite, parlatene con un nutrizionista esperto di food sensitivity.

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