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Ipotiroidismo: dieta e rimedi per la tiroide lenta

Natura

Una tiroide che funziona poco è all’origine di tanti e diversificati disturbi. Possiamo aiutarla a riprendere il giusto ritmo grazie alla dieta e ai rimedi naturali più adatti

La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla, localizzata nel collo. Produce due ormoni (la triiodotironina, o T3, e la tiroxina, o T4), fondamentali per la regolazione del metabolismo corporeo.

 

È per questo che molte funzioni rallentano quando la tiroide non sintetizza i propri ormoni a sufficienza, ovvero si manifesta una condizione clinica denominata ipotiroidismo, in cui la ghiandola è meno attiva. Compaiono, così, sintomi come stanchezza, aumento di peso, depressione, freddolosità, problemi di memoria, secchezza cutanea, dolori muscoloscheletrici e altri ancora.

 

La diagnosi di ipotiroidismo viene posta nel momento in cui si evidenziano nel sangue bassi livelli di ormoni FT3 e FT4 e alti valori di TSH, un altro ormone, che ha il compito di stimolare la tiroide. Il medico interviene prescrivendo levotiroxina sodica, l’ormone tiroideo sintetico (si ritrova in farmaci dai nomi commerciali di Eutirox, Tirosint, Tiche, Syntroxine). La terapia farmacologica supplisce al deficit di tiroxina provocato dalla diminuita attività della tiroide, ma fa anche sì che la ghiandola cessi completamente la propria produzione di ormoni, promuovendo la dipendenza a vita dal trattamento farmacologico.

 

Vedo tanti pazienti – soprattutto donne, soprattutto oltre i 50 anni – che soffrono di ipotiroidismo e, in particolare, di una forma autoimmune, la tiroidite di Hashimoto, in cui il sistema immunitario attacca “per errore” la tiroide e la danneggia, riducendone il funzionamento e la produzione di ormoni tiroidei.

 

Ai soggetti con una tiroide pigra suggerisco un trattamento nutrizionale per l’ ipotiroidismo che prevede scelte precise e importanti. Se l’ipotiroidismo è subclinico (con TSH inferiore a 10 mU/l e FT4 nella norma), i risultati di un approccio integrato sono in genere estremamente positivi. Ma è difficile che non si manifestino benefici almeno parziali anche negli altri casi.

 

Una ricca colazione, composta come ho spiegato tante volte anche qui sul blog e soprattutto consumata prima possibile, è uno dei comportamenti essenziali per stimolare naturalmente la funzionalità tiroidea, che invece può rallentare se la colazione viene posticipata o addirittura saltata del tutto. Non mi spiego perché, ancora oggi, tanti endocrinologi prescrivano la terapia a base di levotiroxina al mattino, a digiuno, spesso per giunta costringendo i pazienti ad alzarsi in anticipo, dal momento che è necessario attendere dai 30 ai 60 minuti prima di fare colazione. Ormai, infatti, disponiamo di evidenze scientifiche che dimostrano come sia possibile assumere la terapia ormonale sostitutiva per la tiroide anche alla sera, e gli effetti sembrano addirittura migliori. Confrontatevi con il vostro medico specialista, chiedendogli cosa pensa in proposito.

 

La colazione deve essere comunque inserita in una dieta complessiva impostata in modo “sartoriale”, individualizzata, che contempli il giusto apporto di calorie, proteine e carboidrati (attenzione alle diete dimagranti, che rischiano di essere mortali per la tiroide!), che fornisca tutto il pool di micronutrienti indispensabili al buon funzionamento tiroideo (vitamine A, C e del gruppo B, iodio, ferro, selenio, zinco ecc.) e che gestisca bene eventuali alimenti responsabili di ipersensibilità alimentari e intolleranze. Vanno invece limitati i cibi che contengono molecole antinutrienti che interferiscono negativamente con l’attività della ghiandola (i cosiddetti “goitrogeni”): miglio, broccoli, cavoli e altre brassicacee, spinaci, patate americane e, in alcuni casi, anche la soia nelle sue diverse forme, il caffè e il tè.

 

Potenzia la strategia naturale contro l’ipotiroidismo l’impiego di integratori alimentari utili alla tiroide, quali, in primo luogo, specifici probiotici, la vitamina D, il selenio, gli omega 3, la tirosina, l’inositolo, funghi “medicinali” e altri rimedi naturali ancora, adatti a sostenere il normale funzionamento della ghiandola tiroidea e ad aiutare a normalizzare l’infiammazione cronica silente che tanti danni può fare anche a livello endocrino.

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