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Il mio scoop mancato

Sogni

Volevo intervistare Lady Diana ma mi sono scoraggiata. E non saprò mai come sarebbe andata a finire

29 agosto 1997. Sono in Sardegna e vedo ormeggiato lo Jonikal, lo yacht di Dodi Al-Fayed. Salgo con gli amici sul gommone e cerchiamo di avvicinarci, ma lo staff, tra cui Trevor Rees Jones (l’unico sopravvissuto all’incidente) ci chiede con ferma e un po’ minacciosa gentilezza di girare al largo. Mentre loro ci cacciano, a me viene l’illuminazione: se riuscissi a intervistare Diana Spencer entrerei nell’Olimpo del grande giornalismo. M’immagino, allora, scrivere un biglietto in cui dico al mio mito, l’impareggiabile Lady D., che siamo accomunate dall’età e dall’essere entrambe madri di due figli maschi. Solo che lei è la principessa del Galles e io sono una perfetta sconosciuta. Ma se tornassi a Milano con l’intervista, diventerei una mega firma del gossip, senza far cambiare una virgola della sua vita.

La fantasia continua a galoppare: mi vedo nuotare a rana con il biglietto in bocca (e la testa fuori dall’acqua per non bagnarlo), consegnare la missiva a un marinaio, tornare a riva e aspettare la telefonata di conferma. Quindi, tutto quello che l’eccezionale scoop avrebbe comportato: pubblicazione del mio articolo sui giornali del mondo intero (in quel periodo non esisteva anima viva che non seguisse l’evoluzione della storia d’amore con Dodi), inviti alle trasmissioni televisive, indossare io i panni dell’intervistata, in qualità dell’autrice del colpo del secolo.

Naturalmente non metto in atto il mio progetto e finito il weekend rientro a Milano. Dopo la traversata in traghetto e il viaggio in automobile ascoltando i cd perché la radio in galleria non si sente, arrivo a casa ignara di ciò che è successo quella notte: Diana e Dodi sono morti sotto il tunnel dell’Alma a Parigi. Il resto è storia, ma (purtroppo) non la mia.

E’ ovvio che non sarei mai riuscita nell’intento, ma v’immaginate cosa sarebbe stato entrare in redazione con l’intervista postuma di colei che, dopo il divorzio, ha offuscato la famiglia reale inglese e ha calamitato ogni attenzione su se stessa? Se volete rispolverare le cronache di quelle settimane, comprate Confidenze in edicola adesso. Ma sappiate che se il 31 agosto 1997 la principessa Diana se n’è andata, mi ha lasciato in eredità un prezioso insegnamento: quando ti viene un’idea, cerca subito di renderla concreta. Perché hai due possibilità: o la va, o la spacca. E io non saprò mai se con me sarebbe andata o se avrebbe spaccato.

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