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Hai mai subito violenza domestica?

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Domenica 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, una data istituita dall’Onu nel 1999 per ricordare il brutale omicidio delle tre sorelle Mirabal avvenuto nel 1960, durante le contestazioni contro la dittatura in atto nella Repubblica Domenicana.

Confidenze di questa settimana pubblica due storie vere che hanno come tema la violenza fisica e psicologica esercitata sulle donne, raccontata da due punti di vista molto diversi. Uno è quello di Rossella, protagonista della storia vera raccolta da Elena Vesnaver: E lo chiamavo amore, che appunto “per amore” non ha a lungo voluto vedere la spirale di umiliazioni e sopraffazioni in cui era finita, sposando un uomo violento.

L’altro è quello di Isabela (protagonista della storia vera Quando si spense la luce nei miei occhi, raccolta da Maurizio Riboldi) che racconta la sua triste storia di giovanissima vittima del turismo sessuale in Brasile, un’altra faccia della stessa medaglia: la mancanza di rispetto verso le donne, usate come merce di scambio, bene di consumo o proprietà privata.

Gli ultimi dati Istat parlano di oltre 6 milioni e 700.000 donne, vittime di una forma di violenza sessuale o fisica, molte delle quali giovanissime (il 10% non ha ancora compiuto 16 anni). Ben 650.000 hanno subito uno stupro, mentre altre 700.000 sono riuscite sfuggire a un tentativo di violenza, Nel 60% dei casi a commettere i soprusi è il proprio compagno o l’ex, mentre le molestie sessuali arrivano solitamente da sconosciuti (almeno nel 78% dei casi). Un altro dato impressionante è la percentuale di minori che assiste alla violenza domestica: nel 65,2% dei casi i figli sono presenti quando viene picchiata la madre.

Fortunatamente sono in aumento i casi di denuncia perché è il silenzio il peggior nemico e il miglior alleato della violenza. Anche per questo la Camera dei Deputati ha lanciato, tramite la vicepresidente Mara Carfagna, l’iniziativa social di lotta allo stalking #Nonènormalechesianormale invitando le donne a postare un video contro la violenza sulle donne e i femminicidi in occasione della giornata del 25 Novembre. All’invito hanno già risposto tante persone del mondo dello spettacolo ma è la gente comune che può partecipare, inviando video e foto in difesa delle donne. E sempre per spezzare il silenzio abbiamo pensato di chiedervi di rispondere in modo del tutto anonimo al nostro sondaggio: Hai mai subito violenza domestica?

Commenti

  1. 22 novembre 2018 / ore 14:12
    Morena tufi

    Purtroppo l’ho vissuta in casa da bambina. Avevo un babbo che beveva sempre e quando tornava a casa era sempre ubriaco e se la prendeva con mamma erano botte per cose futile come ad es se la pasta era sciocca povera mamma non diceva mai niente e io non ero capace di difenderla quante ne abbiamo passate ma mai una volta l’ha denunciato guai a quei tempi non si poteva

  2. 22 novembre 2018 / ore 15:28
    Edi Morini

    La violenza ha mille volti e mille aspetti diversi. Moriamo ogni volta che, al termine di un lungo cammino lavorativo, in casa e fuori casa, ci viene negato quanto ci spetta economicamente. Veniamo uccise emotivamente ogni volta che ci presentiamo presso una istituzione o un’associazione che garantisce di tutelarci e incontriamo un muro di gomma, un muro infrangibile e invisibile di tentennamenti: poi magari ci suggeriscono di andare a lavorare in nero, cioè di diventare schiave per il resto della nostra esistenza. Veniamo uccise psicologicamente ogni volta che amici e conoscenti volutamente cambiano discorso o cambiano strada. Moriamo quando, invece di tutelarci, si prende tempo.

  3. 22 novembre 2018 / ore 17:08
    mariella foresta

    MAI ho subito violenza Mai solo qualche discriminazione a scuola perche non ero una figlia di papa’ ma poi nulla ne’ al lavoro ne in famiglia MAIII sono stata fortunata ? forse ma non avrei subito passivamente questo e’ certo perche se vedo in giro violenza gratuita sugli animalio sui piccoli o sugli anziani intervengo sempre prima con educazione e poi con forza fino adesso tutto bene

  4. 23 novembre 2018 / ore 14:11
    Edi Morini

    Che si tratti di violenza domestica (psicologica, economica, fisica) e\o di violenza sul lavoro, sotto forma di mobbing e\o di ricatto sessuale\occupazionale, raramente si trovano testimoni. Non esistono oppure sono misteriosamente immemori in troppi casi. Si può denunciare ugualmente quanto si è subito, ma il rischio è quello di perdere: perché a riflettori spenti tutti o quasi si allontano. E restano alla vittima, in parecchi casi, le spese legali da pagare. Il danno e le beffe in tanti casi di cui non si fiata. Per non parlare di quando donne non giovanissime vengono trapiantate temporaneamente in strutture lontano da casa loro in attesa di improbabili sviluppi occupazionali: a mio avviso, sono i mariti violenti che dovrebbero lasciare il domicilio coniugale per andare…al fresco ed essere condannati a passare quanto meno un equo assegno alimentare.

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