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Il Coronavirus ha migliorato i tuoi rapporti familiari?

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Qualcuno lo definirà il più grande esperimento sociologico degli ultimi 50 anni, tenere chiusi in casa quasi 60 milioni di italiani,  il lockdown a cui è sottoposto il nostro Paese per una volta ci ha visto ligi alle regole e al rispetto dei divieti (magari non subito e con qualche debita eccezione).

Siamo ormai entrati nella quarta settimana di clausura (come i carcerati tra un po’ segniamo il foglio con le crocette …), il mantra del #iorestoacasa sta rivoluzionando abitudini, rapporti sociali ed equilibri familiari. Salvo rare eccezioni, come il padre in bici con il figlio di 4 anni multato l’altra domenica Firenze, o qualche runner inseguito dalla Polizia come se fosse un delinquente, tutti stanno rispettando il divieto di uscita se non per necessari motivi.

E così gli appuntamenti di lavoro si gestiscono ormai via Skype e videoconferenza e con gli amici ci si ritrova su WhatsApp dove si organizzano aperitivi virtuali, ciascuno a casa sua con lo Spritz nel tentativo di inseguire una normalità perduta.

A complicare le cose hanno contribuito anche i numerosi decreti, susseguitesi alla velocità della luce: io ho contato quattro diverse auto certificazioni da stampare e portarsi dietro, ma forse me ne sono persa qualcuna.

Dalla deroga a fare sport all’aria aperto si è passati al limite dei 200 metri da casa ed è notizia di ieri che il Viminale ha autorizzato le uscite ai genitori con figli piccoli per una semplice passeggiata sotto casa, ma senza bici e monopattini e rigorosamente un solo genitore con bambini (un po’ come le code al supermercato dove si entra uno alla volta). La stessa circolare consente un giretto pomeridiano anche ad anziani e disabili accompagnati dal personale di assistenza.

Ma i grandi cambiamenti sono avvenuti dentro le mura di casa, dove di colpo le persone si sono ritrovate a convivere h24, senza neanche poter uscire a prendere una boccata d’aria magari per sbollire l’ira dopo una discussione in famiglia. E se  prima durante il giorno c’era il lavoro, la scuola, a separare le persone e la sera diventava il momento in cui ci si sedeva tutti a tavola, oggi ci si ritrova a vivere gomito a gomito in una costante dimensione familiare ravvicinata. C’è chi lavora in smart working e si è dovuto ricavare uno spazio dove tenere il computer senza essere disturbato dai figli, e quando entra in conference call lancia allarmi in tutta la casa per non essere disturbato.

Ci sono i ragazzi che ogni mattina seguono le lezioni di scuola on line, ma poi si ritrovano il pomeriggio orfani di attività sportive senza poter mettere il naso fuori casa, costretti a farsi compagnia con gli amici in chat di giochi on line o nella migliore delle ipotesi a studiare.

E poi ci siamo noi donne che in un attimo ci siamo viste moltiplicare in modo esponenziale le incombenze: oltre al lavoro in smart working, c’è la cucina, raddoppiata con pranzi e cene da organizzare per tutti, la spesa diventata una vera agonia e poi la pulizia della casa perché l’emergenza Coronavirus spinge ciascuno di noi a tenere la casa ancora più in ordine di prima (se non altro come scaramanzia). E anche i più fortunati che hanno un aiuto domestico si sono arresi davanti allo spauracchio di fare entrare in casa la colf che “magari è andata chissà dove”.

E poi ci sono le persone anziane che forse in questo momento sono davvero le più sole, i provvedimenti presi ci invitano a diradare anche gli assembramenti familiari. E così niente pranzi della domenica con i nonni, compleanni festeggiati su Skype per condividere almeno virtualmente le candeline da spegnere, ma certo non è una situazione a lungo sostenibile, perché le relazioni familiari sono davvero tutto per loro e quelle visite settimanali di figli e nipoti una ventata d’aria fresca in giornate altrimenti tutte uguali.

Insomma ci stiamo confrontando con nuove modalità di relazioni sociali che a volte hanno anche un effetto benefico, e servono a rinsaldare legami in un momento di oggettiva difficoltà e perdita di certezze. Non ho volutamente accennato ai rapporti di coppia perché su questo tema si aprirebbe una voragine, (mentre scrivo sento di una donna accoltellata dal marito a Milano a causa di una lite) ma di certo alla fine di questa quarantena aumenteranno i divorzi o forse chissà anche le nascite.

Per questo abbiamo pensato di chiedervi nel nostro nuovo sondaggio: Il Coronavirus ha migliorato i tuoi rapporti familiari?

Commenti

  1. 1 aprile 2020 / ore 21:08
    Angela

    Sì il virus ha migliorato i miei rapporti con la famiglia, non che prima fossero poco soddisfacenti, solo che si andava di corsa e magari si rimandava una chiamata o una visita. Ora invece, che sono chiusa in casa da fine febbraio tramite le videochiamate, vedo più spesso i miei, che non mi lasciano mai sola, in particolare i miei nipotini che avendo il proprio cellulare o tablet possono chiamarmi quando vogliono. In tutta sincerità avrei fatto volentieri a meno di questa esperienza e spero con tutto il cuore che finisca tutto perchè è estremamente triste sentire delle migliaia di morti ogni giorno e sapere che lasciano questa vita in completa solitudine, mentre chi resta prova un dolore senza fine!

  2. 1 aprile 2020 / ore 21:10
    Angela

    Sì il virus ha migliorato i miei rapporti con la famiglia, non che prima fossero poco soddisfacenti, solo che si andava di corsa e magari si rimandava una chiamata o una visita. Ora invece, che sono chiusa in casa da fine febbraio tramite le videochiamate, vedo più spesso i miei, che non mi lasciano mai sola, in particolare i miei nipotini che avendo il proprio cellulare o tablet possono chiamarmi quando vogliono. In tutta sincerità avrei fatto volentieri a meno di questa esperienza e spero con tutto il cuore che finisca presto perchè è estremamente triste sentire delle migliaia di morti ogni giorno e sapere che lasciano questa vita in completa solitudine, mentre chi resta prova un dolore senza fine!

    1. 15 giugno 2020 / ore 16:47
      Maria

      Beata lei, xché la maggior parte degli.italiani farà ricorso al supporto psicologico ed all’avvocato divorzista

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