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L'istinto materno si realizza solo nella cura dei figli?

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Domenica 12 maggio ricorre la Festa della Mamma, un’occasione per riflettere su un legame, quello materno, che è sempre valore centrale nella vita di moltissime donne. Siamo prima di tutto figlie, e madre natura ci ha creato per diventare madri. È una possibilità, un’opportunità, un’esigenza che molte di noi avvertono come primaria, sentendosi davvero complete nel ruolo di madri, in quel magico momento che è dare la vita a un altro essere umano, ma è anche un desiderio che altre non contemplano.

Si parla sempre di istinto materno, come impulso naturale a generare e creare una nuova vita, a prendersi cura di qualcuno, e quindi accudimento, ma oggi ci sono tanti modi per esprimere tale indole e non è detto che essa si realizzi solo nell’avere un bambino.

Penso alle tante donne che adottano figli, a quelle che si prendono cura delle persone anziane o dei nostri figli piccoli, alle volontarie che seguono i malati, ma anche a scienziate, scrittrici, pittrici, cantanti e artiste in generale, animate da quel fervore creativo di chi dà vita a un’opera d’arte o a un manufatto e sente quella creatura un po’ parte di sé, frutto di un processo che le ha viste trepidare, aspettare la giusta ispirazione e poi magari sbagliare e ripartire da zero.

Un po’ come succede nelle gravidanze, quando ognuna di noi aspetta trepidante i giorni del test per avere conferma della dolce attesa, si crea l’immagine del bambino che porta in grembo, e poi magari si scontra con la delusione di un aborto spontaneo e deve ripartire da zero. Sempre animate da quel fuoco sacro che è il desiderio di maternità, un desiderio cieco e assoluto, totalizzante e difficile da raccontare a chi non l’ha mai provato. Quello che quando desideri un figlio non ti fa vedere altro che carrozzine e passeggini, che riduce ogni mese a un’attesa spasmodica per una nuova vita che forse si formerà.

Sull’ ultimo numero di Confidenze, come vi ha anticipato nell’editoriale il direttore, Angelina Spinoni, trovate le storie vere dedicate tutte alla maternità e alle sue infinite sfaccettature. Sono uno spaccato di come oggi le donne vivono il desiderio di essere madri e quali problemi affrontino quando lo sono; ci dicono anche quanto l’istinto della maternità guidi ancora molte delle loro scelte.

Madri single, madri mancate, madri surrogate, famiglie allargate, famiglie arcobaleno. Il principale problema per tutte resta conciliare la vita familiare con il lavoro: gli ultimi dati Eurostat dicono che l’Italia è uno dei Paesi con i livelli più bassi di occupazione femminile: rispetto a una media di 66,5 occupate ogni 100 donne (tra 20 e 64 anni) il nostro Paese è al penultimo posto in Europa con il 52,5% .

Non solo, man mano che aumenta il numero dei figli diminuisce il tasso di occupazione femminile: nell’età compresa tra 20 e 49 anni lavora il 57,8% di donne con un figlio, il 55,2% di donne con due figli  e il 44% di quelle con tre o più figli.

Insomma è ancora sempre la donna a sacrificarsi in nome della famiglia.

Per festeggiare insieme la Festa della Mamma abbiamo pensato di lanciare un nuovo sondaggio, ponendovi questa domanda: L’istinto materno si realizza solo nel prendersi cura dei figli?

Aspettiamo i vostri commenti e auguri a tutte voi: madri, figlie, nonne, zie.

Commenti

  1. 9 maggio 2019 / ore 14:53
    Edi Morini

    Credo che la maggior parte delle creature (non soltanto gli umani) nasca con un istinto genitoriale che cresce e si sviluppa a seconda del temperamento e delle varie situazioni. Accade che un animale allevi un cucciolo di un’altra specie, rimasto orfano o in difficoltà. Tra i bipedi, l’istinto genitoriale si manifesta ogni volta che accudiamo con il cuore chi è più fragile: può trattarsi di un ammalato, di un figlio\a adottivo, di un’adozione a distanza, di un vicino di casa da soccorrere. Quando aiutiamo concretamente chicchessia senza perderci in prediche o profonderci in consigli, in quel prezioso istante diventiamo genitori, indipendentemente dal fatto che abbiamo procreato o meno a livello biologico. Penso con rispetto alle innumerevoli zie, nonne, sorelle che hanno cresciuto bambini\e non loro con immenso amore. Penso alle mamme a distanza. Alle mamme adottive o a chi, sposando un vedovo\a, ne cresce la prole.

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