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Uno spazio per te


La mancanza

di Roberta De Tomi

\\\\\\\"Perché non mi rispondi? Credo che mi manchi qualcosa.\\\\\\\"Le parole rimbalzano contro la parete, l\\\\\\\'unica priva di quadri in quella stanza troppo stretta. Porto il telefonino all\\\\\\\'altezza degli occhi, ma non vedo nulla. No, non è a causa delle lacrime che mi velano la vista, ma del buio. La notte ha portato via le stelle, il vento le nuvole che hanno coperto la luna. Era piena e brillava d\\\\\\\'argento, fino a poche ore prima.Era la luce del mio cuore, prima che una manciata di parole si trasformassero in un morso raggelante.\\\\\\\"Perché non mi rispondi?\\\\\\\"Soffio via la mia ansia, mentre mi riempio di attesa e rivivo i cinque minuti in cui ho distrutto tutto.\\\\\\\"Smettila. Stai dicendo un mucchio di sciocchezze.\\\\\\\"Tutti mi fissano, allibiti. Tutti, tranne lui. Michele ha la rabbia dipinta come un velo, sul viso sempre compassato. Termina l\\\\\\\'affogato al caffè, si alza dal suo posto come a dettare la fine della cena per tutta la tavolata. Tutti e sette lo seguiamo dentro al locale, in silenzio e pieni di imbarazzo. Davanti alla cassa, cerco di toccarlo, ma lui mi spinge indietro, uccidendomi con lo sguardo. \\\\\\\"Io…\\\\\\\"\\\\\\\"Taci.\\\\\\\"L\\\\\\\'odio respinge come un conto troppo salato.Dopo aver pagato, torniamo alle nostre auto. Faccio per salire sulla Punto di Michele, ma lui mi indica la Toyota della mia amica.\\\\\\\"Vai con Monica. Io e gli altri andiamo a fare serata.\\\\\\\"\\\\\\\"Dove?\\\\\\\"\\\\\\\"Non sono affari che ti riguardano!\\\\\\\"Non faccio in tempo a parlare, che lui mette la retro e, dopo la manovra, parte in sgommata.Sento una mano sulla spalla e la voce di Monica che mi richiama alla realtà.\\\\\\\"Pillola blu, pillola rossa o pillola del giorno dopo?\\\\\\\" Non la sopporto Monica, con quel suo sarcasmo appuntito come una forbice. Tuttavia capisco subito le sue buone intenzioni. \\\\\\\"Escluderei la terza.\\\\\\\" Replico. \\\\\\\"E suppongo che le altre due siano analoghe.\\\\\\\"Monica mi lascia andare le spalle. Sorride con una dolcezza che non le riconosco. \\\\\\\"Secondo me, siete troppo diversi.\\\\\\\"\\\\\\\"Secondo me, ho sbroccato male.\\\\\\\"Scuote la lunga coda di cavallo dorata.\\\\\\\"Hai semplicemente rimbeccato uno che affermava che un uomo sta con una ragazza più giovane perché può manipolarla e fare quello che gli pare.\\\\\\\"Mi fermo davanti alla sua auto. Monica mi asciuga una lacrima traditrice. \\\\\\\"Non vale la pena piangere per quello là.\\\\\\\"Entriamo in auto e mi accompagna alla mia, parcheggiata davanti al pub delle nostre serate-donna. Prima di uscire, mi trattiene per un attimo. \\\\\\\"Se proprio te lo vuoi ripigliare, lascia passare la nottata.\\\\\\\"Io rispondo: \\\\\\\"Sarà difficile.\\\\\\\"Monica mi sfiora il braccio. \\\\\\\"Sinceramente? Michele non fa per te. E\\\\\\\' un grezzo omuncolo, maschilista e sbruffone. A prescindere da tutto questo, non avete niente in comune.\\\\\\\"Le sue parole arrivano alla mia testa. Sono cose che so. Io e Michele, altro che Ying e Yang! Altro che bianco e nero!Eppure non me lo schiodo via nemmeno a pregare Santi e Demoni! Da quando ci siamo trovati, lui mi è entrato dentro.Monica mi smolla.\\\\\\\"Faccio presto a blaterare, io! Non ci sono dentro! E per quante ragioni opponiamo, saranno sempre più forti quelle che ci danno di volta al cervello.\\\\\\\" Io la guardo, in subbuglio. \\\\\\\"Scusami. Ho la testa ridotta a un budino.\\\\\\\"Ride, io mi faccio contagiare; un modo come un altro per sublimare le lacrime.Quelle che adesso mi scendono senza sosta. \\\\\\\"Lascia passare la nottata.\\\\\\\"Consiglio non seguito. Sono seduta sul pavimento, ad aspettare una riposta impossibile. Spengo il cellulare, mi accascio a terra piegando le gambe in modo che le ginocchia sfiorino il seno. Cado nel sopore che precede il sonno. La testa si riempie degli occhi di Michele, pieni di disprezzo, dei suoi abbracci, del suo bacio prima di ogni buonanotte, dopo un\\\\\\\'ora di passione. Michele, quel momento galeotto poco dopo la nostra solita uscita con gli amici. \\\\\\\"Ti accompagno in auto\\\\\\\", è diventato lo slogan degli altri: \\\\\\\"Ma non dovevi accompagnarla in auto? O stavate facendo un rogito?\\\\\\\"Una risata mi scivola fuori dalle labbra, destandomi. Le prime luci dell\\\\\\\'alba accendono nuove prospettive. Ho la testa pensante – non mi sono fatta mancare un paio di birre slavate ma cariche di alcol, prima di venire in camera – mentre accendo il telefonino. Ho anche la sensazione di avere dimenticato qualcosa. Cosa?Mi sollevo, nell\\\\\\\'attesa: il beep arriva e io mi fiondo nella \\\\\\\'Posta in arrivo\\\\\\\'. \\\\\\\"Mettiti a posto. Chiarisciti le idee. E quando sarai più calma e matura, torna.\\\\\\\"Senza parole.Pillola blu. Pillola rossa. Mi alzo e vado alla finestra. Il cielo, ora sgombro dalle nuvole, echeggia di sfumature rosate. In lontananza sento il canto degli uccellini che salutano il nuovo giorno.Resto ferma, gli occhi impastati dal torpore misto alle lacrime sospese tra ciglia.Sono senza parole. Senza forza. Abbasso lo sguardo sul cortile e, allora, la vedo.L\\\\\\\'auto di Michele, dietro il cancello.Un colpo al cuore, un altro alle illusioni. Corro al pianoterra, prendo la porta di casa, incurante del mio viso più stravolto di quello di una Banshee. Michele esce dal veicolo. Mi squadra con noncuranza, quindi mi lancia il giubbotto di jeans.\\\\\\\"Avevi lasciato questo da me.\\\\\\\"\\\\\\\"Grazie.\\\\\\\" Balbetto. \\\\\\\"Io…\\\\\\\"Mi interrompe.\\\\\\\"Lascia stare. Siamo troppo diversi, non trovi?\\\\\\\"\\\\\\\"Ma…\\\\\\\"Michele scuote la testa.\\\\\\\"Con i ma non si fa nulla. Vai a riposare.\\\\\\\"Entra nell\\\\\\\'abitacolo e si rimette in carreggiata sull\\\\\\\'asfalto lisciato da un velo di umidità.Il sole spunta all\\\\\\\'orizzonte, io stringo a me il giubbotto. Ecco che cosa avevo dimenticato.

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