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Uno spazio per te


Pedoni e no

di Barbara Cerrone

Siamo tutti automobilisti, ormai. I pedoni sembrano diventati quasi un ingombro sulla strada, birilli che dovrebbero starsene rinchiusi invece di ostacolare il cammino dei velocisti sulle quattro ruote, concentrati su mille faccende affastellate fra loro come fili intrecciati di una corona tranne che sulla strada. Del resto, in un paese dove c’è bisogno di una legge che obblighi l’installazione di seggiolini anti abbandono dei piccoli sulle auto non c’è da stupirsi più di nulla. Sì, sì, mi pare già di sentire levarsi dai volanti e dalle ruote il grido : “Io non sono così, io sto attento”, e va bene, è vero, la specie in via d’estinzione dei concentrati alla guida esiste ancora, ma è sempre più difficile da incontrare. Le nostre quotidiane corse folli portano la mente ovunque tranne che lì, dove dovrebbe stare. Sono anch’io un’automobilista, benché sempre più di rado, e nemmeno delle più attente, lo confesso, tuttavia tiro fuori quel po’ di coraggio che ancora mi resta e faccio un appello: fate, anzi, facciamo attenzione quando sulle vie delle nostre città incrociamo i pedoni, specie se tentano di attraversare sulle strisce. Lo so, lo so, ce ne sono di quelli che si lanciano tipo kamikaze all’improvviso, convinti che sia affare di chi guida fermarsi così, di botto, magari facendosi tamponare da chi gli sta dietro, ma anche così a maggior ragione stiamo attenti, rallentiamo e diamola questa benedetta precedenza. Di tanto in tanto capiterà anche a noi di vestire i panni del pedone, dunque…e poi non ci sono solo temerari incoscienti fra i bipedi, ce ne sono di prudenti e corretti che, pure, si vedono togliere precedenza, e qualche volta la salute, se non la vita da automobilisti in preda a improvvisa cecità da distrazione. “ Non l’ho visto!” è il grido tipico di questi soggetti, e nella maggior parte dei casi è vero ma è la mente, presa da altro, che non ha voluto vedere, non gli occhi, quelli avrebbero funzionato benissimo se solo li avessimo messi in moto.Tutta questa filippica perché dieci giorni fa, mentre attraversavo un breve tratto di strada del centro, regolarmente sulle strisce e senza correre né lanciarmi, sono stata travolta da un’auto. Dopo sei giorni di degenza ospedaliera con quattro coste rotte, trauma cranico e ferita lacero contusa, un polmone colpito nel capitombolo e vertigini tutte da verificare ecco, io mi sento di ripeterlo: attenzione ai pedoni, rallentate in prossimità delle strisce e date, date, date la precedenza. E soprattutto, quando siete, siamo, alla guida un piccolo sforzo per lasciare i pensieri fuori ed essere presenti a voi stessi, concentrati , con gli occhi, e la mente, bene aperti. E lo so che comunque sono stata fortunata perché ora sono qui, a raccontare la mia disavventura che piano piano, spero, si risolverà.

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