Cos’è la felicità?

Cuore

 È felicità (a sorpresa), l’editoriale del n. 48 di Confidenze

 

Un conto è l’allegria, quella non mi è mai mancata. Basta volerlo e si può provocare, cercare, coltivare.

La felicità è molto altro.

Anzitutto la felicità è fatta di momenti. Anche solo brevissimi attimi apparentemente immotivati come questo. Poi, è impossibile forzarla: ti arriva proprio così, oltre i pensieri, come una carezza, a ricordarti – forse – ciò che davvero conta per te.

L’allegria ci stordisce, è un artificio intelligente per non pensare, per sdrammatizzare, per evadere.

La felicità, ci spaventa. Dopo un grave lutto, una malattia, una delusione, temiamo di averla persa per sempre. Anzi, spesso ne siamo così sicure da inibire la capacità di riconoscerla. Invece, siamo “programmati” anche per essere felici, non voglio dimenticarlo più.

Con lo smartphone, cerco subito nel Web le definizioni di felicità di pensatori e scrittori, e mi fermo, incredibilmente alla prima citazione. È del sociologo Francesco Alberoni e mi colpisce per la sincronicità con le mie riflessioni: “La felicità è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura. Non è un tempo, è un istante o una serie di istanti. Un punto di contatto con qualche cosa di straordinario”. Che cos’è quel qualcosa di straordinario? che sia il potere della semplicità delle emozioni più vere?

 

E per voi, cos’è la felicità?

Confidenze