Fidanzati terrificanti? Occhio ai dettagli

Cuore
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Ogni vita sentimentale prevede qualche abbaglio. Ma all'inizio i dettagli possono aiutare a sbarazzarsi di fidanzati terrificanti prima che sia troppo tardi

Premetto che quando parlo della mia vita sentimentale vado sempre in un brodino di giuggiole. Sul mio ex marito e sulla persona che è entrata nel mio cuore dopo di lui, infatti, non posso che spendere parole di elogio. E se ripensando a loro continuo a provare un affetto immenso, sono felice, felicissima dell’uomo che ho accanto adesso.

Visto che lo stesso entusiasmo lo riservo alle storie di gioventù, va da sé che quando ho letto l’articolo Lo amavo, ma era un disastro (su Confidenze in edicola adesso) mi è venuto da ridere. Perché raccoglie le testimonianze di donne uscite da relazioni con fidanzati assolutamente terrificanti. Ma che sono lo stesso riusciti a fare bingo e a conquistarle.

D’altronde, infatuarsi della persona sbagliata può capitare a tutte. E se non esiste una spiegazione logica al motivo per cui a volte si prendono degli abbagli, ammetto che è successo anche a me.

Per esempio, quando un tipo lontano anni luce dai miei gusti mi è inspiegabilmente apparso come una specie di dio calato sulla terra. Tant’è che non mi sono limitata a fornirgli immediatamente il mio numero di telefono (all’epoca non esistevano ancora i cellulari), ma mi sono addirittura tappata in casa per aspettare una sua chiamata. Che è arrivata, dando il via a una settimana tragi-comica.

Già dal primo appuntamento, infatti, era lampante che tutto sarebbe andato a rotoli. Perché quando mi ha chiesto dove volessi andare a cena, mi sono subito accorta che non parlavamo lo stesso linguaggio.

Sarò all’antica, ma sono convinta che all’inizio sia l’uomo a dover condurre i giochi. Quindi, una domanda del genere mi ha fatto pensare che fosse un cretino. Anche perché, non conoscendolo, non avevo la più minima pallida idea di cosa gli sarebbe piaciuto sentirmi rispondere: il ristorante più figo e caro della città o un fast food stile topaia? Nel senso: per quella cena quanto era intenzionato a impegnarsi sia in termini di tempo (c’è una bella differenza tra tre portate e un dolce e un hamburger e via) sia economicamente (qui la differenza diventa sostanziale)?

Non è andata meglio a tavola, quando ha impiegato mezz’ora per ordinare, tormentando il cameriere con tutti i piatti che non gli piacevano e me con quelli che non digeriva (argomento che non avrebbe dovuto tirare fuori neppure se fossimo stati intimi).

Il vero disastro, però, si è palesato nel momento in cui si è raccontato: pantofolaio, abbastanza orso, poco dedito allo sport e ancora meno alla lettura di giornali e libri. Però, attentissimo al look. In realtà, questo dettaglio era già intuibile sin dal momento in cui mi è venuto a prendere, agghindato come un manichino improbabile ai miei occhi ma, soprattutto, a quelli di eventuali amici che avremmo potuto incontrare. Peccato che se fosse successo, mi sarei vergognata come una ladra nel farmi sorprendere in compagnia di quella specie di Ken (il marito della Barbie) finto e leccato proprio come il Ken.

La cena è stata al limite del patetico ma, forse solleticata dalle sue attenzioni, ho accettato di rivederlo la sera dopo. E quella dopo ancora, fino al fatidico weekend.

Andare al mare non sarebbe stato male. Ma la sola idea di presentarmi in spiaggia con quel fantoccio imbarazzante mi ha convinta a rifiutare l’invito.

Certo, il mio comportamento drastico non ha lasciato al tipo la possibilità di rivelarsi, magari, la meraviglia che all’inizio mi era parsa. Però, quando bastano tre sere per capire che non si è della stessa pasta, è inutile trascinarla per le lunghe.

Infatti, se l’amore vero non ha regole e può far accettare tirchieria, egoismo, inaffidabilità e narcisismo (i difetti degli uomini più odiati dalle donne), l’abbaglio non deve permettere di uscire con uno che fa ridere. Ma non perché sia spiritoso: semplicemente perché al solo guardarlo viene da ridere di lui.

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