Pioggia, primi freddi e… un fitto mistero da risolvere. Tra omicidi, topi d’appartamento squilibrati e persone scomparse, ecco otto nuovi titoli densi di suspence e colpi di scena

 

Nella Firenze del 1503, Niccolò Macchiavelli riceve da Roma una spaventosa lettera che contiene minacce di morte ed è costretto a partire. Comincia così “L’inganno Macchiavelli” di Fabio Delizzos (Newton Compton Editori, 9,90 euro), un incalzante thriller storico. Abbiamo fatto una chiacchierata con l’autore.

Com’è nato il romanzo?
«Da tanto tempo covavo l’idea di scrivere un romanzo su Niccolò Macchiavelli. La sua figura offre molti ingredienti per un thriller, perché Macchiavelli era un uomo scaltro, sempre alle prese con questioni pericolose».

Ci racconta la sua giornata da scrittore?
«Le mie sono giornate lavorative come in qualsiasi altro mestiere. Mi alzo presto la mattina, vado a fare una corsa o una camminata, poi comincio a lavorare e continuo fino all’ora di cena. Soprattutto all’inizio di un progetto, si tratta di leggere e informarsi più che di scrivere. Trascorro molte ore in libreria e ogni tanto vado a fare sopralluoghi».

Ora si dedica ad altri progetti letterari?
«Sto lavorando a un nuovo romanzo, ma sono solo all’inizio. Se tutto andrà bene, sarà un altro thriller storico, questa volta ambientato nel XX secolo. Parlerà di scienza e sarà un viaggio nei più profondi abissi dell’essere umano».

Ci suggerisce qualche thriller storico che ritiene valido e appassionante?
«I primi due libri che mi vengono in mente sono “Bambino 44” di Tom Rob Smith e “Jack Lo Squartatore” di Robert Bloch».

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Da Confidenze n. 44

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