Barbara Bellomo: «Ho cestinato il mio romanzo»

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La scrittrice Barbara Bellomo, autrice del thriller storico "Il libro dei sette sigilli" (Salani), si racconta

Barbara Bellomo si è laureata in Lettere e ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia antica. Attualmente insegna in una scuola superiore.

Il suo ultimo romanzo, Il libro dei sette sigilli (Salani, 16,90 euro), è un thriller storico la cui protagonista, una scrittrice di successo, è

affetta da un insolito disturbo, l’ipermnesia, che la condanna a ricordare ogni piccolo dettaglio della sua vita. Abbiamo fatto una chiacchierata con l’autrice.

   

Come vive una scrittrice?

«Secondo me la quotidianità di un’autrice si riassume in tre azioni: leggere, pensare e vivere. Quando dico “vivere” intendo assaporare e registrare ogni sfumatura delle giornate (anche il profumo di un buon caffè, per esempio), in modo da poterle poi raccontare nei romanzi».

Ha scritto Il libro dei sette sigilli di getto?

«L’ho completato e poi… l’ho cestinato. Non era il libro che desideravo e ho dovuto riprenderlo da zero. La seconda stesura è stata più soddisfacente. Comunque, ero partita da un’idea ben precisa: parlare di qualcosa di conosciuto in tutto il mondo, ovvero la Bibbia». 

Quali autori legge?

«Dal punto di vista letterario mi considero onnivora: apprezzo molto Donato Carrisi e Glenn Cooper, per esempio».

Ci consiglia due romanzi per l’estate?

«Ali d’argento di Camilla Läckberg e La salita dei saponari di Cristina Cassar Scalia».

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