Dizionario del bibliomane di Antonio Castronuovo

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500 pagine di consigli letterari posti al termine di ogni voce, di curiosità da ricercatore e intuizioni di bibliofilo, di voli pindarici e cadute libere

L come Lacuna del DSM – Il fenomeno della bibliomania compete all’ambito psicanalitico e tuttavia – afferma lo psichiatra statunitense Norman Weiner – è stato quasi pressoché ignorato dalle osservazioni della psicoanalisi, anche se «in alcuni casi esiste una cospicua evidenza che questo hobby non è esente da conflitti e nemmeno costituisce una compiuta sublimazione». Sta di fatto che il DSM (Diagnostic and statistical manual of mental disorders) non accoglie la bibliomania tra i disordini psicologici, anche se nella sua pratica entrano in gioco il mero piacere del possesso (la raccolta di libri che non ha alcuna utilità per il soggetto collezionista) e l’esibizionismo, per cui la bibliomania rammenta l’attività del maschio isterico ipersessuale, «che deve costantemente assicurare a se stesso di non essere stato castrato». Peggio ancora: c’è nell’isteria bibliomaniaca il sogno di appropriarsi dell’energia creativa dell’autore di cui si collezionano le opere, vivendo un po’ la situazione del plagiatore: in tutti i casi di bibliomane «edifica la propria autostima e riduce l’ansietà permettendo a se stesso di percepire la compartecipazione al potere, all’intelligenza o al significato storico dell’autore». Ora, l’acquisto dei libri allevia l’ansia, ma come accade nella maggior parte delle inclinazioni compulsive, il sollievo è del tutto transitorio: non appena l’ansia si riaffaccia, il bibliomane parte per una nuova battuta di caccia alla ricerca di qualche libro. La sua attività si profila tuttavia come ego-sintonica, in armonia cioè con gli obiettivi dell’ego personale e della edificazione di una immagine a ideale di sé. Ecco perché il lettino dello psicanalista non ha mai l’onore di ospitare un bibliomane, infermo la cui patologia è forse la sola a essere piacevole”.

Tutti abbiamo qualche problema ma se questa affermazione è sicuramente vera lo è altrettanto quella, l’ho inventata proprio adesso, che fa il verso a Tolstoj: “Tutti abbiamo qualche problema uguale ma i bibliofili ne hanno qualcuno diverso”. Non chiedetemi di spiegarla meglio perché l’ho appena riletta e io stessa non ho ben capito cosa intendo ma di sicuro una qualche verità c’è. Forse. E se siete bibliofili, almeno un po’, sono sicura che in parte in quell’affermazione vi ritrovate pure voi. Detto questo, Castronuovo ha scritto una cosa davvero simpatica. Un dizionario che va dalla A di “AAA – All’origine di ogni morbo librario sta l’ingordigia: arriva il primo, poi ne entrano dieci, trenta e dopo i cento non ci si ferma più” alla Z di “Zyklon – Solo a leggere questo nome vengono i brividi” passando per la F di “Fette biscottate”, la L di “Latrina”, la M di “Morire su/tra i libri” e la P di “Predatrici mansuete, tutte pericolosissime”. 500 pagine di Blu Sellerio, di salti avanti e indietro, di consigli letterari posti al termine di ogni voce, di curiosità da ricercatore e intuizioni di bibliofilo, di voli pindarici e cadute libere da lettore in tensione costante.

Sono una bibliofila, sono compulsiva, sono una mantide che divora libri interi e ha imparato a morderne alcuni e lasciarli in agonia se il sapore non è convincente, sono una predatrice NON mansueta, non aspetto di aver portato a termine una lettura per cominciarne un’altra, i miei libri hanno mille case, hanno librerie ma abitano anche le cucine, le cabine armadio, le stanze da bagno. Sono pericolosissima, i libri li traccio, li segno, li ferisco, li bacio, li accarezzo, li stritolo, li piego, li lascio dormire con me nel mio letto, li lascio a terra. Li dimentico e li snobbo poi li ritrovo e mi innamoro perdutamente. Ho imparato a lasciarli liberi, a non tenerli solo per me. Tornano sempre, tanto.

Comunque. Oggi è Natale. Auguri a voi, auguri ai vostri libri.

Antonio Castronuovo, Dizionario del bibliomane, Sellerio

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