La ragazza che hai sposato di Alafair Burke

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Sulla spiaggia o dovunque siate io vi consiglio questo thriller: i colpi di scena si susseguono fino all'ultimo momento

 

“Cosa significa sapere davvero qualcosa? Ricordo ancora questa domanda del signor Gardner, il mio insegnante del liceo. Era considerato da tutti il professore più bravo e stimolante della scuola, il che significava che il più delle volte la maggior parte di noi non aveva idea di cosa stesse dicendo. Quella mattina avrebbe dovuto tenere una lezione sull’importanza di scegliere le parole con cura. Esordì chiedendoci di fatti di cui pensavamo di essere assolutamente certi. Ben presto la lavagna si riempì di punti: il prezzo di uno snack del distributore automatico, il nome della nostra insegnante di educazione fisica, i nostri giorni di nascita. A quel punto ci disse: «Va bene, e se adesso vi dicessi che la punizione per aver sbagliato una di queste risposte sarebbe passare l’intera estate a scuola? Di quante cose sareste sicuri?». Rivedemmo subito le nostre presunte certezze. Forse qualcuno stava cambiando i prezzi del distributore automatico proprio in quel momento. Forse la signora Callaway si era sposata e aveva cambiato nome senza informare noi studenti. E forse l’ospedale si era sbagliato ed eravamo nati un po’ prima o un po’ dopo la mezzanotte. «E se la penalità per un errore fosse la perdita di un arto?», ci incalzò il professor Gardner. La lezione era chiara: non sappiamo niente. Non veramente. Sapere una cosa, ci disse, non era la stessa cosa che esserne certi al di là di ogni dubbio. E credere qualcosa non equivaleva affatto a sapere. 

Data questa premessa, direi che la prima volta che ho saputo di un tradimento di Jason risale quasi esattamente a due anni fa”.

Dicono la corsa. O la passeggiata fra i monti. O lo yoga. Io dico il thriller. Per rilassarsi davvero e non avere pensieri è la soluzione più immediata e soddisfacente (senza nulla togliere alle altre tre opzioni, ovviamente). Sulla spiaggia, sdraiate a contatto pelle/sabbia caldissima a riva, un tascabile di Alafair Burke è l’ideale, credetemi.

Angela ha un passato tragico: quando aveva 16 anni è stata rapita e per tre anni è stata ostaggio di un pazzo. È riuscita a tornare a casa quando ne aveva 19 e non da sola, con lei è tornato Spencer, il bambino che ha avuto dal suo rapitore. Jason è l’uomo che le ha fatto fare pace con il mondo. Si sono innamorati, lui l’ha sposata, considera Spencer figlio suo. Sono una famiglia serena e, grazie ai proventi della carriera accademica e di scrittore di Jason, ricca. Un brutto giorno – perché un brutto giorno arriva sempre, prima o poi – una stagista di Jason lo accusa di tentate molestie. La favola comincia a sgretolarsi. Ma è solo l’inizio. Perché all’accusa di Rachel si aggiunge quella di Kerry e questa volta la situazione è ben peggiore: stupro.

Angela ama suo marito. E anche quando scopre di essere stata tradita non smette di credere nell’innocenza dell’uomo che l’ha salvata. Combatterà per aiutarlo a dimostrare che le accuse sono solo la vendetta di donne rifiutate, Jason può aver cercato compagnia orizzontale ma nel suo cuore c’è posto solo per sua moglie.

Finita qui? No, è un thriller. E i colpi di scena, diretti con sapienza dalla Burke, si succedono fino all’ultima pagina. E gli ingredienti perfetti ci sono tutti, dosati al milligrammo: omicidio, menzogna, colpa, legami di sangue, truffa, amicizia, soldi, tradimento, falsità, furbizia. Un’insalata detox per la mente.

Alafair Burke, La ragazza che hai sposato, Pickwick

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