A.A.A. Cercasi mega appartamento per genitori anziani

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Prima, sono loro a prendersi cura di noi. Poi, le cose cambiano. E io, per i nostri genitori anziani, propongo una casa enorme dove metterli tutti insieme

Chi ha la mia età è facile che conosca bene il problema, perché lo sta affrontando o l’ha già affrontato. Sto parlando della gestione dei genitori anziani, forse l’impegno emotivamente più massacrante che la vita ci riserva.

Ebbene, dopo averne tanto sentito parlare, è arrivato anche il mio momento. Da qualche settimana, infatti, quella roccia della mamma si è trasformata in un gattino bisognoso di mille attenzioni. E se per fortuna le sue esigenze, al momento, non interferiscono troppo su di me, ammetto che vederla confusa e spaesata mi stritola il cuore.

Poi, ne parlo con gli amici e ho la conferma che, come dicevo sopra, noi coetanei siamo sulla stessa barca. Tant’è che, scherzando, spesso ci diciamo che dovremmo trovare un grande appartamento in cui radunare tutti i nostri genitori insieme. Una soluzione perfetta per “grandi e piccini”.

Della serie l’unione fa la forza, infatti, noi figli potremmo organizzarci in mille modi che faciliterebbero l’ardua gestione. Intanto, prevedendo visite di gruppo capaci di attenuare lo struggimento nel vedere mamme e papà fragili come uccellini. Poi, pensando a turno alla spesa e alle varie incombenze. Infine (last but not least) dividendo i costi astronomici di una struttura che, proprio perché self made, necessiterebbe di staff e attrezzature adeguate. Che nessuno ti regala.

A rendere l’iniziativa assolutamente fenomenale, però, sarebbe il fatto che gli anziani vivrebbero la vecchiaia in un ambiente decisamente gioioso rispetto a quello di una Rsa. Perché invece di trascorrere le giornate in compagnia di perfetti sconosciuti, sarebbero circondati da gente che magari non ricordano mica tanto (nelle loro testoline la svagatezza regna sovrana). Ma che negli sprazzi di lucidità potrebbero ritrovare.

Non mi fermo qui: visto che tutti noi ci conosciamo da tempi immemori e i nostri genitori ci hanno frequentati per una vita vedendoci crescere, per loro incontrare i figli o i loro amici è comunque una festa. Questo significa che se un giorno qualcuno non può passare dalla mamma o il papà, sarà comunque tranquillo sapendo che ci è andato qualcun altro molto gradito. Che per una manciata di orette li avrà allontanati  dal baratro della solitudine e della malinconia.

Invece, quando le visite diventano cumulative (metterci d’accordo per noi “giovanotti” è un attimo), le immagino subito piene di caotica allegria, magari con giochi e intrattenimenti tristissimi in una struttura tradizionale. Ma divertenti se rispolverati dalla nostra infanzia e, con un’inversione di ruoli, riproposti a chi ce li aveva insegnati.

Aggiungo un ulteriore dettaglio non trascurabile: nell’ipotetico mega appartamento per gli over 80, mi immagino anche una facilità al dialogo, non sempre fluido con persone che ormai vivono in un mondo a sé. Ma se a chiacchierare sono magari due o tre figlie con altrettanti genitori, qualcosa di più carino può saltare fuori.

Ciò che scrivo è utopia? In realtà, non del tutto. Me ne sono convinta leggendo l’articolo Con un minivan di casa in casa (su Confidenze in edicola adesso), che racconta una geniale iniziativa promossa vicino a Roma. Si chiama Condominio solidale e annovera volontari che, a bordo di un furgoncino, fanno commissioni per i vecchietti in difficoltà. Ma la vera chicca è che li vanno anche a prendere e li portano in spazi comuni, offrendo loro l’opportunità di allacciare nuove amicizie.

Ovviamente, con la mente che va (spesso) e viene (saltuariamente), non allacceranno rapporti stretti come quelli del liceo. Ma incontrare la stessa gente con puntualità fa di certo bene.

Innanzitutto, perché crea quella consuetudine di cui gli anziani hanno vitale bisogno. E poi, è fuori ogni dubbio, essere in compagnia è sempre bello. A qualsiasi età. Quindi, chi è disposto a caldeggiare la mia idea del mega appartamento si faccia vivo.

 

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