Comprare online e a rate? Non ce la posso fare

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Negata con l'online su tutti i fronti, figuriamoci con lo shopping, detesto gli acquisti da remoto. E, ancor di più, i pagamenti a rate

Su Confidenze in edicola adesso c’è un articolo, Online si può comprare subito e pagare a rate, che mi ha fatto riflettere su quanto sia cambiato il mondo dello shopping rispetto a quando ero giovane. E rendere conto di un fatto indiscutibile: le mie idee sugli acquisti sono assolutamente sorpassate.

Parto dai cambiamenti, ricordando a chi ha la mia età che ai nostri tempi la parola online non esisteva. E che nessuno di noi avrebbe mai immaginato, un giorno, di ritrovarsi davanti a un computer con lo schermo brulicante di ogni bendidìo. Compresa un’infinità di proposte da ordinare dall’altra parte del Pianeta, per vedersela recapitare a domicilio in tempi supersonici.

Innanzitutto, all’inizio i computer era cassoni giganteschi e comprensibili solo agli ingegneri. Infatti, per un neofita si trattava di catafalchi che non “sapevano” fare altro che sputare fuori tabulati traforati e completamente privi di senso. Quindi, era davvero difficile (anzi, impossibile) prevedere che nel giro di pochi anni sarebbero diventati strumenti sia portatili sia alla portata di chiunque.

Meno che meno, credevamo che avrebbero conquistato un’importanza fondamentale nella nostra vita, coinvolgendo anche baby-utenti non ancora in grado di proferire parola, ma già avvezzi agli smanettamenti sulla tastiera.

Invece, tutto questo è successo. E l’uso del PC si è ampliato a macchia d’olio, fino a rendere il device un mezzo per fare anche shopping. Comodissimo, per carità: avere sotto gli occhi tutto lo scibile di un golf o un abito non è roba da poco.

Ma quando se ne parlava, in molti sostenevano che non sarebbe stata una buona idea affidarsi all’online per comprare, per esempio, un paio di scarpe. Che, notoriamente, prima vanno provate per essere certi siano della misura giusta e non causa di dolorosissime vesciche.

In realtà, anche in questo caso gli acquisti virtuali hanno superato ogni aspettativa. Tant’è che oggi la merce che non va bene si può restituire con maggior scioltezza rispetto al farsela cambiare in un negozio tradizionale, rissando magari con una commessa astiosa.

Detto ciò, personalmente continuo a preferire un bel giro per boutique. Entrare in un camerino dove indossare un paio di pantaloni per vedere come mi stanno. Oppure, camminare fino alla porta del calzaturificio con un paio di mocassini per provarne taglia e comfort.

Soprattutto, però, quando mi decido a comprare non voglio sentir parlare di pagamenti a rate. Ed eccoci al secondo motivo per cui, in tema di acquisti “moderni”, mi reputo antiquata al mille per cento.

Intanto, se mi trovo in fase di poca disponibilità economica, il mio ultimo pensiero è dar fondo agli spiccioli rimasti. E poi, in ogni caso, pensare di avere un debito, anche se di entità minima, mi mette un’ansia esagerata.

Piuttosto che dover soldi a qualcuno, insomma, preferisco senza dubbio rinunciare a qualcosa. E per farlo senza sentirmi una derelitta, mi dico che si tratta di un capriccio.Convinta sul serio che, se la pecunia è carente, tutto lo pseudo-superfluo va considerato un semplice capriccio.

Di certo l’abbigliamento (un cappotto, per esempio, può sopravvivere a un bel po’ di stagioni). Ma anche il modello di smartphone all’avanguardia o, addirittura, l’automobile.

Per fortuna, i miei gusti sono abbastanza basici. Questo significa che vesto talmente classico da non aver bisogno di rinnovare per forza il guardaroba. Che la mia avversione nei confronti della tecnologia non mi fa bramare un telefonino di nuovissima generazione. E che l’idiosincrasia per il traffico mi permette di preferire di gran lunga le due ruote alle quattro, molto più sperperose.

Tali atteggiamenti non cambierebbero neppure se fossi ricca come Creso. Ma se un giorno dovessi miracolosamente diventarlo, ve ne accorgereste subito. Perché la prima cosa che comprerei (pagandola di botto senza l’ombra di una rata) sarebbe una barca strepitosa. Un sogno che non esaudirò mai, ma pazienza. Vuol dire che l’estate prossima ci rivedremo ancora sotto l’ombrellone.

 

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