Disturbi del comportamento alimentare: li sai riconoscere?

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Sono tantissime le persone che soffrono di un disturbo dell’alimentazione, qualcuna forse anche vicino a noi. Ne siamo consapevoli? Impariamo a conoscere i principali DCA

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), anche chiamati disturbi alimentari o dell’alimentazione, sono un insieme di malattie di natura psicologica e psichiatrica che vedono nel cibo non la causa della patologia, bensì il mezzo con cui questa si manifesta.

Sono caratterizzati da un’alterazione della condotta alimentare spesso così pesante da danneggiare gravemente la salute, essere invalidante e perfino risultare mortale, come accade per 4.000 giovani in Italia ogni anno.

I DCA compaiono tipicamente nell’adolescenza e nelle ragazze, benché non risparmino né altre fasce d’età né il sesso maschile.

Nel nostro paese affliggono circa 4 milioni di persone. Numeri che hanno subito un’impennata con la pandemia, a causa delle ricadute psicologiche che questo periodo difficilissimo ha avuto nei soggetti più sensibili.

Il DSM-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, che rappresenta la bibbia della psichiatria, identifica diversi DCA. Tre sopra tutti sono particolarmente diffusi e dovrebbero essere conosciuti da chiunque. Perché tutti noi abbiamo almeno un amico, un conoscente, un collega, un parente che soffre di un disturbo dell’alimentazione. Anche se spesso non lo sappiamo.

Invece è vitale accorgersene e intercettare appena possibile i disturbi del comportamento alimentare. Per intervenire al più presto, rivolgendosi agli specialisti, perché i disturbi dell’alimentazione hanno le migliori chance di guarigione quando vengono curati – o almeno affrontati – tempestivamente.

1 – Anoressia nervosa È il DCA più conosciuto. Chi soffre di anoressia adotta un controllo esasperato del peso, che può essere di tipo alimentare, ma non solo: limita fortemente le calorie assunte, si dedica a massacranti sessioni di attività fisica, usa diuretici e lassativi, si provoca il vomito. Il soggetto anoressico ha un’immagine di sé distorta e continua a percepirsi in sovrappeso anche quando affetto da grave magrezza. L’anoressia può essere molto pericolosa e determinare sia danni gravi nell’immediato che ricadute nel tempo, a distanza di decenni.

2 – Bulimia nervosa È contraddistinta da episodi di ingestione compulsiva di grandi quantità di cibo in un breve lasso di tempo. Alle abbuffate seguono drastici comportamenti di eliminazione, come quelli già visti per l’anoressia: vomito, purghe, digiuno, sport intenso. L’obiettivo è evitare l’ingrassamento e, in effetti, le persone che soffrono di bulimia spesso sono normopeso. Anche la bulimia è in grado di dare luogo a gravi complicanze mediche.

3 – Disturbo da alimentazione incontrollata Chi soffre di BED (acronimo dall’inglese binge eating disorder) ricorre ad abbuffate, anche senza fame, come il soggetto che soffre di bulimia, ma, a differenza di quest’ultimo, non adotta comportamenti compensativi per contrastare le conseguenze dell’iperfagia per il peso. Le abbuffate sono vissute con vergogna, senso di colpa e disgusto di sé, oltre che con malessere fisico provocato dalla gran quantità di cibo ingerita. Si stima che soffra di BED 1 persona obesa su 5, soprattutto di sesso maschile.

Il cibo, dicevamo, non è la causa dei DCA, che sono disturbi multifattoriali. Sono infatti implicati i tratti della personalità, la genetica, possibili differenze nella biochimica cerebrale, esperienze  negative nell’infanzia, la pressione esercitata dall’ideale culturale di magrezza e altri aspetti ancora.

Quello nutrizionale, tuttavia, è uno dei primi e più urgenti trattamenti che devono essere messi in atto nei disturbi del comportamento alimentare, allo scopo di aiutare chi ne è affetto a recuperare un peso corporeo compatibile con uno stato di salute almeno sufficiente.

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