La rinascita che parla intorno a noi

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Sono giorni difficili per tutti, stretti nell’impossibilità di uscire dalle città e di nuovo alle prese con l’emergenza sanitaria, come ricorda il nostro direttore nel suo editoriale, la gente ha l’impressione che non sia cambiato nulla rispetto allo scorso anno, che gli sforzi fatti e le rinunce siano in parte stati vanificati dalle nuove ondate dei contagi e dall’impreparazione nell’ affrontarle che ne è seguita e anche la soluzione vaccini sembra ancora lontana dall’essere davvero una soluzione definitiva alla pandemia.

Maria Rita Parsi nell’articolo Perché sia una vera rinascita ci parla della Pasqua e della necessità che il cambiamento vada oltre l’emergenza dettata del virus e investa una nuova “economia dell’anima”. Un termine che mi è piaciuto molto e che allude a un utilizzo migliore delle nostre risorse verso noi stessi ma soprattutto verso la ricerca di un nuovo modello di società non più basata sul profitto di pochi e le diseguaglianze di molti.

Concetti nobili certo, ma difficili da raggiungere dall’oggi al domani e allora forse per trovare una risposta al nostro desiderio di rinascita e colmare il senso di angoscia e precarietà che ci accompagna da mesi basta guardare fuori dalla finestra. Quale migliore spettacolo di rinascita abbiamo davanti agli occhi se non la primavera?

La natura che rinasce sotto forma di germogli, che rinnova il corso delle stagioni con i fiori che sbocciano tutti insieme da un giorno all’altro, è il segnale più autentico che la vita va avanti, vince su tutto, anche sulla morte e sul virus. E per chi forse non riesce a trovare certezze nella fede, è la natura oggi a lanciarci un grande messaggio di speranza, sta a noi saperlo cogliere, farlo nostro, saper cogliere la bellezza che ci avvolge, attraverso piccoli gesti quotidiani.

Dalla finestra della stanza dove lavoro vedo una magnolia che in questi giorni è esplosa in un caleidoscopio di fiori violetti. Fa riflettere come una pianta così esile, fino a poche settimane fa spoglia di foglie, sia stata capace in pochi giorni di creare una tale tavolozza di colori. E come questo spettacolo sia purtroppo effimero, ogni anno la fioritura dura solo una decina di giorni, ma il miracolo si rinnova.

Andare in giro per le strade di una città come Milano può essere deprimente in questo periodo, con le saracinesche abbassate dei negozi, i marciapiedi già assolati e deserti. Però basta sollevare lo sguardo da terra e alzarlo al cielo per vedere quanto lo spettacolo della natura contribuisca a rendere straordinarie queste giornate di sole.

Sono piccoli gesti che abbiamo dimenticato, seppellito nell’indifferenza e nella paura per qualcosa di più grande, eppure il grande esempio della rinascita della vita che ci arriva dalla natura può essere un balsamo, una piccola certezza alla portata di tutti noi. Auguri a tutti di Buona Pasqua.

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