Marcello Mastroianni mi insegnò che cos’è il fascino

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Avevo quindici anni quando incontrai Marcello Mastroianni.

Per anni i miei genitori hanno affitato una casa a Cortina per risolvere le vacanze della nostra affollata famiglia. Con mio fratello Mario, il maggiore, ci eravamo fatti un giro di amici notevole con i quali passare da gite o sciate estenuanti sulle Dolomiti, a scherzi di gruppo esilaranti, a colpi di fulmine non corrisposti o supercorrisposti, a tornei sportivi “villeggianti contro locali” e serate mitiche nell’allora famosissima discoteca King’s dove si incontravano regolarmente le star dell’epoca (erano gli anni 70).

La presenza di Vittorio Gassman, Franco Interlenghi, Ugo Tognazzi con mogli e figli era una costante estiva, per esempio. Anche perché i tre divi partecipavano attivamente alle gare annuali di tennis insieme a noi. Ma, a sorpresa, poteva capitare di ritrovarsi al King’s ad ascoltare il grandissimo musicista Burt Bucharach al pianoforte, sotto gli occhi adoranti della moglie di quegli anni, l’attrice Angie Dickinson.

Tutte le celeb citate avevano l’età dei nostri genitori (media: 45 anni) e, nonostante il carisma, ci sembravano tutti “vecchi”!

Per me, a smentire il concetto in un botto, fu proprio il discreto ingresso al King’s  di Marcello Mastroianni in un dopocena qualunque .

Me lo trovai davanti a una spanna (ma da dove arrivava?) e fui immediatamente calamitata dal suo sguardo. Intelligente e sornione. Languido e sorridente. Da eterno ragazzo.

Poi la voce. Calda e maschile. Musicale e insinuante. «Se non ci spostiamo ci travolgono» (avrà pensato che ero sordomuta perché non riuscivo a rispondergli).

E ancora, il sorriso. Disarmante e aperto. Spontaneo e luminoso.

Visto che sembravo una statua di sale, prese il toro per le corna e mi spinse gentilmente più in là per passare avanti, non senza salutarmi prima con il gesto della mano riservato ai bambini: ciao ciao.

Lo spiai a lungo e dentro di me lo definii “morbido”, anche per quell’accenno di pancia che ho sempre trovato sexy negli uomini.

«Che uomo bellissimo» dissi a un’amica. «Sarà bello, però è vecchio» rispose lei. «Non c’entra, lui ha qualcosa di più».

Non convinsi l’amica, ma capii allora che cos’è il fascino in un uomo.

Se non ci credete, provate a guardarlo con i miei occhi di quindicenne nel servizio che gli abbiamo dedicato nel numero in edicola questa settimana.

 

 

 

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