Parla una “nonna” di Sanremo

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Alla vigilia della 72esima edizione del Festival di Sanremo parla Tina Castelli, vincitrice del Festival Voci Nuove di Castrocaro nel 1957. Il suo destino però non era fare la cantante, ed è legato al regista Roberto Rossellini

Mi chiamo Tina Castelli e sono nata l’11 Marzo 1935 a Voltana, frazione di Lugo, e ho vinto io il “Primo Festival del Cantante di Musica Leggera” di Castrocaro (allora si chiamava così, poi è diventato Festival delle Voci Nuove), e come premio ho avuto 5.000 lire e una targa ricordo.

Ma invece di fare la cantante e diventare famosa e guadagnare tanti soldi….mi sono messa a fare la cuoca per il famoso regista Roberto Rossellini e la tata per Isabella, che allora aveva 4 anni.

Ancora non c’era l’abbinamento con il famoso festival di Sanremo, e nemmeno la diretta televisiva della finalissima su RAI 1, concretizzatosi solo nel 1963 che ha visto la vittoria di Gigliola Cinquetti.

Ecco come è andata…Mi ha spinto un amico a partecipare al Concorso, ma specialmente la mia mamma. Io non volevo! Andavo si a scuola di canto dal sig. Buscaglioni di Bologna, canticchiavo qua e là, ma così, tanto per fare. Cos’ho provato salendo sul palcoscenico di quel mio Castrocaro? Mah… l’emozione di salire su un palco l’avevo già provata a Lugo in una festa di quartiere.

Mentre stavano organizzando quel primo Festival a Castrocaro io cantavo già da tempo, in giro per la provincia ravennate, ma non mi sentivo portata per farne una carriera. E tanto meno portata ad inseguire il successo in questo campo.

Ero certamente emozionata! Emozionatissima! Avevo anche un’enorme paura di sbagliare, non credevo molto nelle mie capacità e avevo dubbi sul fatto di sostenere quel tipo di pubblico giudicante. Avevo solo 18 anni e un carattere molto timido. Ero una ragazza semplice e sempre piuttosto spaurita.

Avendo vinto questo prestigioso Concorso avrei dovuto sentirmi orgogliosa e sicura di me….ma non lo ero, non mi riconoscevo… Non mi sentivo “quadrata”: sapete bene cosa voglio dire. Alla fine però ha convinto la bellissima canzone che ho cantato, I believe di Frankie Laine…; che bello che era lui, cantava da dio… andava su… andava su… e ti faceva venire un groppo dentro.

Mi ricordo invece il mio primo concertino al Pavaglione di Lugo…il cuore mi balzava in gola, c’era tantissima gente: quella serata non la dimenticherò mai. Su quel gran palco… lì, soli io e il pianista… era di Lugo, non ricordo il suo nome, seppi poi dopo che non ebbe molta fortuna.

Dopo la vittoria a Castrocaro mi hanno chiamato alla RAI di Roma per una audizione, ma dovevo avere un maestro che mi accompagnasse al piano e io non l’avevo, non ero stata informata di questo, mi sentivo un pesce fuor d’acqua in quel grande studio di via Asiago, tutti quei microfoni, quei fari così potenti puntati addosso a me… Ho avuto paura e sono scappata via in lacrime. Eh sì, sono proprio scappata, e sapete poi cosa ho fatto di lì a poco? La cuoca per Roberto Rossellini: sì, il famoso regista cinematografico.

Sapete, mi vergognavo tanto di tornare al mio paese, e mi dispiaceva terribilmente deludere tutta la gente del mio paese che mi aspettava per farmi festa, con il Sindaco, i fiori, la banda… Così mi sono rifugiata in una locanda di via Asiago, dov’era la sede della RAI, per pensare al da farsi…. E sfogliando i giornali di Roma per cercare le offerte di lavoro lessi che un certo sig. Rossellini cercava una cuoca. Mi sono subito presentata: solo dopo ho scoperto che era un famoso regista, e dopo circa un mese siamo andati in vacanza nella sua villa al mare, a Santa Marinella con i suoi bambini, Isabella e Robertino.

Ebbene sì, per più di un anno ho tenuto in braccio e dato la pappa a Isabella che allora aveva 4 anni, era molto buona…un angelo… e poi ho conosciuto un sacco di persone che giravano in quella casa, come il sig. Melandri di Cesena, dirigente della Rai International che lavorava nella sede Rai di New York. Avevo sentito che cercava una cuoca e mi sono fatta avanti, così in quattro e quattr’otto ho fatto il passaporto e sono partita per l’America. I miei l’hanno saputo che avevo il passaporto in mano: insomma, alla fine sono rimasta in America per 40 anni e ora parlo romagnolo con l’accento americano! Pensate un po’!

Volete sapere se ho avuto qualche rimpianto? Nooooo, da parte mia no. Sicuramente si da parte di mia mamma e mio babbo…erano loro che ci tenevano tanto!

Trovate un po’ di differenza tra quel mio festival del 1957 e i Talent Show di oggi, dove sembra che ci sia una gigantesca macchina della comunicazione e del marketing che confeziona i personaggi prima ancora che le canzoni? Anche se con questa ultima edizione di Sanremo, grazie al bravo Amadeus, sembra che le canzoni delle nostre giovanissime “ugole d’oro” vengano ora messe in primo piano”.

Tina Castelli

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