Se il tuo primo nemico sei tu

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Su Confidenze, le confessioni di chi ha vinto la sindrome dell’impostore. Approfondiamo il tema con l’esperta

 

Raggiungi traguardi anche importanti, ma ti senti sempre inadeguata, ti critichi e ti svaluti? Non sei l’unica. La “sindrome dell’impostore” è tanto diffusa quanto disturbante. Così puoi lasciartela alle spalle

DI ANGELA ALTOMARE CON LA CONSULENZA DI FRANCESCA SANTAMARIA PALOMBO(*)

 

Un nuovo lavoro, una promozione, una storia d’amore che va a gonfie vele. Dinnanzi ai piccoli e ai grandi traguardi della vita non fai che mettere in dubbio le tue qualità e disconoscere i tuoi meriti. Tranquilla, sei in buona compagnia. Secondo alcuni studi, il 70% delle persone fa i conti con un atteggiamento di questo tipo. Gli esperti la chiamano “sindrome dell’impostore” e fa vivere i traguardi raggiunti con disagio, sentendosi in colpa, incompetenti e inadeguati. Una condizione psicologica in grado di generare angoscia e pensieri distruttivi che compromettono la qualità della vita. Ecco come liberarsene e ritrovare un po’ di serenità.

ELENCA I TUOI SUCCESSI
La sindrome dell’impostore può avere origini diverse. «Secondo numerose teorie, la causa più probabile è da ricercare nelle dinamiche relazionali vissute durante i primi anni di vita» spiega Francesca Santamaria Palombo, psicologa e psicoterapeuta. «Alcune esperienze dell’infanzia possono favorire la tendenza a considerare il raggiungimento di un obiettivo non un successo favorito dal talento e dal merito personale, ma un evento che dipende da fattori esterni come il caso o la fortuna. Accade soprattutto a chi ha vissuto in contesti familiari svantaggiati». Ma attenzione: non conta so lo l’ambiente socioculturale.«Percepirsi inadeguate può nascondere difficoltà a individuare i propri talenti e a riconoscere il proprio valore. Questo spesso accade a causa di comportamenti svalutanti e ipercritici messi in atto dai fa- miliari». Il “presunto impostore” tende infatti a sottostimare se stesso e le proprie capacità. E pronuncia spesso frasi tipo: «Hanno scelto me perché è un lavoro semplice. Non sono affatto degna del successo che ho avuto. Non credevo che mio marito si sarebbe mai innamorato di me: è decisamente meglio di me». Per evitare che la sensazione d’insicurezza s’impossessi della nostra mente, occorre spostare il pensiero verso aspetti positivi. «Per zittire la voce interiore che ci martella può essere d’aiuto evocare i piccoli e grandi traguardi raggiunti nel corso degli anni, stilando un elenco da rileggere ad alta voce come una sorta di mantra ogni volta che ci sentiamo inadeguate. Questo approccio ci aiuterà a riconoscere più facilmente i nostri meriti».

PARLA (CON LA PERSONA GIUSTA)
Sentirsi “impostori” talvolta ci spinge a tenere per noi le nostre percezioni più profonde per paura di essere smascherati dagli altri. Il pensiero nascosto è: temo che prima o poi il mio partner o il mio datore di lavoro si accorgano che non sono la persona che credono. Spesso siamo convinte di essere le sole ad avere questi pensieri, ma non è così. E comunque conviene parlarne, perché aiuta ad alleggerirsi. Basta farlo con la persona giusta. «È bene con- fidarsi con qualcuno di fiducia, che possa aiutare a rileggere le situazioni in maniera più razionale e ci faccia sentire sostenute e capite» dice la psicoterapeuta. A volte anche un semplice: «Non mi sento all’altezza della situazione» detto a un’amica particolarmente accogliente può essere sufficiente a ridimensionare timori e incertezze. «Aprirci con qualcuno aiuta a coltivare due grandi risorse della vita: l’umiltà e l’autenticità».

FOCALIZZA I TUOI LIMITI (E TALENTI)
«Se ci sono riuscita io, possono farcela tutti. In realtà, la mia è stata solo fortuna, ma non credo di meritare tutto questo. La mia carriera? Non è brillante come sembra». Queste sono le tipiche frasi che un’insicura ripete sempre.Attribuire meriti o colpe agli eventi, però, non è d’aiuto. Il segreto è cambiare punto di vista. Spesso infatti è l’autosabotaggio a bloccarci e impedirci di metterci in discussione. Al contrario, bisogna invece tenere conto che la perfezione in realtà non esiste: la nostra sicurezza infatti nasce anche dal coraggio di metterci alla prova e guardare in faccia i nostri limiti e le nostre potenzialità. «Esserne consapevoli è la premessa necessaria per ritrovare la rotta. Se non sei tu, in primis, a credere in te stessa, come puoi aspettarti che lo facciano gli altri? Qualche volta, però, non si riesce a farlo da soli. In questi casi è consigliabile ricorrere alla psicoterapia cognitivo comportamentale. Con l’aiuto di un terapeuta, infatti, oltre a prendere atto del problema, impari a superare le insicurezze e affrontare le sfide della vita» conclude l’esperta.

*Psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale ad approccio integrato
Da Confidenze n. 52/2020
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